- 23.3.09
“Non dobbiamo farci spaventare dai nostri limiti, a
volte si rivelano meno invalidanti di quanto si pensi.”
È questo il messaggio che Maria Laura De Luca, la prima
studentessa con difficoltà motorie dell’Università della Tuscia
che partecipa ad un corso di lingua all’estero, vuole far
passare dopo la sua esperienza a Dublino.
“I dieci giorni che ho trascorso al Griffith College,
residenza estiva dell’Emerald Cultural Institute, oltre ad
accrescere la mia conoscenza della lingua inglese, mi hanno permesso di
capire che se c’è la grinta giusta ed un valido
funzionamento delle istituzioni, volere è potere.”
Il ruolo dell’Università è
stato quello di eliminare le differenze tra Maria Laura e qualsiasi
altro studente: è per questo che le spese per le due ragazze
che l’hanno accompagnata sono state totalmente a carico
dell’Ateneo, mentre Maria Laura ha sostenuto le
sue, come
tutti gli altri.
Il professor Saverio Senni, delegato del Rettore e coordinatore del
tavolo per gli studenti
con disabilità, ha seguito
l’iter burocratico. “È la prima volta
– dice - che al nostro Ateneo arriva una richiesta per un
soggiorno
all’estero da parte di uno studente con
disabilità. È stato un piacere vedere con quanto
entusiasmo Maria Laura ha affrontato questo impegno tanto utile per il
suo percorso formativo. Ci auguriamo che altri possano avanzare
richieste del genere”.
Gli studenti con disabilità, ha poi spiegato il
professor Senni, dopo essere stati selezionati sulla base del bando
annuale Erasmus,
possono richiedere attraverso il proprio istituto o
università, un contributo supplementare fino a 300 euro al
mese a copertura dei costi aggiuntivi legati ad esigenze
speciali come
ad esempio un alloggio attrezzato, materiale didattico specifico,
accompagnatore, ecc. Fino a questo ammontare il contributo è
forfettario, ovvero non si devono dimostrare con ricevute le spese
sostenute.
Il programma Erasmus dispone comunque di un budget specifico che
consente di prendere in considerazione anche richieste di contributo
supplementare superiore ai 300 euro al mese basate su
spese che
effettivamente si devono sostenere. Questo è uno dei tanti
meccanismi messi in atto dall’Università della
Tuscia per supportare, sostenere e promuovere la mobilità
degli studenti con disabilità.
“Il mio è un esempio da seguire
con
entusiasmo per capire che ci sono diversi modi di vivere la
disabilità, rendendosi conto che in Europa è
normale quello che ai nostri occhi è ancora
speciale.” Così conclude Maria Laura lasciando
aperto un orizzonte che dovrebbe farci riflettere.
Fonte: BUR.it, 18-2-09