- 7.7.11
Fiumicino e Viterbo, due città
certamente diverse per interesse turistico, dimensioni, importanza,
storia e struttura urbanistica, ma accomunate
dall’inaccessibilità alle persone con disabilità
motoria.
Lo testimoniano, come riportiamo di seguito, per il capoluogo della
Tuscia la lettera che una guida turistica ha scritto al Sindaco, per la
cittadina del litorale la denuncia di un’associazione.
Gentile sindaco, sono una guida turistica di Viterbo che dal 2000 esercita con passione questa professione.
Per la prima volta quest’anno a maggio mi troverò ad accompagnare un gruppo di disabili.
Non è stato facile ottenere la conferma da parte
dell’agenzia di Iesi che ha organizzato il tutto ed io, che da
anni svolgo questo lavoro e spesso mi occupo anche di organizzare il
tour indicando le strutture ricettive, i ristoranti e gli itinerari
più idonei, mi sono ritrovata di fronte a diversi ostacoli
rendendomi conto di quante barriere architettoniche siano presenti nella mia città.
Il gruppo delle Marche, di circa 20 persone, trascorrerà
un’intera giornata a Viterbo ed io, nella stesura del programma,
mi sono resa conto che non potrò far visitare loro nessuna chiesa, soprattutto le due più importanti che in genere includo nel giro, San Lorenzo e Santa Rosa.
Potrò far loro ammirare il Palazzo papale ma non potrò farli salire oltre la loggia; la casa di Santa Rosa non è accessibile, il museo dei Facchini
a San Pellegrino idem e tanto altro, per non parlare di come poter
passeggiare comodamente per via San Lorenzo e in tante altre vie, tra
il traffico e i clacson delle auto (problema tra l’altro che
riguarda tutti gli altri tipi di gruppi).
L’unico accesso possibile sarà quello al Palazzo dei Priori con l’ascensore (salvo la presenza del consiglio comunale, visto che sarà un giorno infrasettimanale).
Non le nego che un altro non indifferente ostacolo è stato quello di trovare un ristorante adatto;
nel giro che ho fatto per i vari locali mi sono resa conto come a
Viterbo, nonostante credo sia obbligatorio per legge, la maggior parte
delle sale non è attrezzata a ricevere tutti i tipi di
clientela!
Scrivo a lei con la speranza che, rivolgendomi al primo cittadino di
Viterbo, possa capire il mio sfogo e chissà, magari fare
qualcosa per poter accogliere nella maniera più naturale
possibile un gruppo che come gli altri ha tutto il diritto di fare una
gita in una bella città d’Italia e apprezzarne i tesori e
perché no, tornarvi ancora altre volte.
Sarebbe una grande soddisfazione per me, per la città e per il
mio gruppo di Iesi.
Loretta Scarino, Guida turistica autorizzata della provincia di Viterbo
Fonte: Disablog.it - www.tusciaweb.it
Le barriere architettoniche rendono difficile il vivere quotidiano
delle persone con disabilità a Fiumicino. Lo denuncia la Leg.Arco
dopo le continue proteste di disabili alle prese con ostacoli,
marciapiedi dissestati e coperti di erbacce e assenza di scivoli.
“Purtroppo Fiumicino non è a misura di disabile - dice
Alessandra Colonna, presidente dell’associazione - perché
non ha recepito le normative nazionali. Ecco perché ci troviamo
a fronteggiare quotidianamente ostacoli di diversa natura. La banchina sud del porto-canale,
realizzata di recente, presenta uno scivolo per disabili a cui non
è possibile accedere perché presenta lo scalino del
marciapiedi. Per lo stesso motivo vietato alle carrozzelle il ponte 2 giugno che è possibile superare solo su un’automobile”.
Tra le tante difficoltà vengono elencate quelle di non poter circolare liberamente sulla pista ciclabile del lungomare della Salute a causa della forte presenza di sabbia. Le canaline per la raccolta dell’acqua piovana lungo via Torre Clementina poi rappresentano un ostacolo per una sedia a rotelle e sono una trappola.
“Il marciapiedi di via del Faro è sconnesso e difficile da percorrere - conclude Colonna - mentre il piazzale antistante la posta centrale è dissestato. I portatori di handicap non possono entrare neppure nei locali dell’assessorato alla Cultura e in quelli della biblioteca comunale:
entrambi si trovano al primo piano di Villa Guglielmi dove non
c’è ascensore. L’assurdo è che la
Soprintendenza non consente l’installazione di elevatore nella
settecentesca villa. Chiediamo una maggiore attenzione perché
venga posto rimedio a situazioni che viviamo con molto
imbarazzo”.
Fonte: Press-In - Il Messaggero (Umberto Serenelli), 8-6-11
