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Viterbo. Asl denunciata e Ministero condannato

- 13.1.12

Il capoluogo della Tuscia è la sede di due recenti vicende giudiziarie. La prima vede cinque invalidi civili denunciare l’Asl per la loro rifiutata assunzione, mentre nella seconda il ministero dell’Istruzione è stato giudicato colpevole dal Tar in un ricorso relativo alle ore di sostegno.

Invalidi non assunti, denunciata la Asl

Continua la battaglia dei cinque invalidi civili che non sono stati assunti dalla Asl di Viterbo, nonostante vantassero un diritto già sottoscritto. Mentre l’Azienda sanitaria si prodiga giustamente nelle attività sociali, dall’altra parte ci sono delle persone con disabilità riconosciute che il giorno della loro assunzione si sono viste sbattere la porta in faccia.
È il caso dei cinque invalidi civili che il 16 dicembre scorso, dopo mesi di tirocinio, dovevano essere assunti a tempo indeterminato dalla Asl di Viterbo in base alla legge 68 del 1999 che stabilisce le norme relative al diritto al lavoro dei disabili. Quell'assunzione non è mai avvenuta e tantomeno è stata fornita una giustificazione a tale azione da parte dell’Azienda sanitaria.
Secondo le denunce depositate dagli invalidi il presunto rifiuto alla loro assunzione sarebbe determinato dal blocco delle assunzioni predisposto dalla Regione Lazio. Una giustificazione, però, smontata dal coordinatore del Collocamento mirato della Provincia Francesco Saverio Lemma che, inoltrando la segnalazione della mancata assunzione all’Ispettorato del lavoro, evidenzia come le normative in vigore tutelano l’assunzione dei disabili.
“La circolare numero 06/09 della Funzione pubblica - si legge nel documento inviato alla Asl - chiarisce inequivocabilmente che dal divieto d’assunzione sono escluse le categorie protette e che la mancata copertura è espressamente sanzionata sul piano penale, amministrativo e disciplinare”. Inoltre si aggiunge che: “I numeri/posti concordati in convenzione sono stati determinati sulla base della Pianta organica in dotazione a codesta Asl e, conseguentemente, la nuova dotazione organica in fase di definizione non potrà in alcun modo subire una riduzione numerica rispetto alla precedente”. Dunque nell’evidenziare che altri lavoratori e tirocinanti, appartenenti allo stesso blocco di assunzioni, sarebbero stati assunti in servizio, “si ritiene che si sia determinata una disparità di trattamento tra persone disabili aventi eguali diritti”.
La pratica, presa in carico dall’Ispettorato del lavoro, dovrebbe riuscire a fare chiarezza su una vicenda decisamente sgradevole, considerando che a rimanere senza lavoro sono persone con disabilità fisiche e motorie che, secondo le disposizioni evidenziate dal Collocamento mirato, vantavano un diritto di natura normativa. Chiaramente alla Asl viene proposta la risoluzione delle convenzioni rispettando le assunzioni dei cinque disabili.

Insegnanti di sostegno, Ministero condannato

Il diritto all’educazione è sacro. Anche e soprattutto per le persone con disabilità. Non ci sono manovre, tagli o problemi d’organico tali, insomma, che possano far mancare loro gli insegnanti di sostegno, necessari per almeno 18 ore settimanali.
Lo ha stabilito il Tar, con una sentenza che, accogliendo il ricorso presentato, per i genitori, dall’avvocato Massimo Pistilli, ha ribadito importanti principi di diritto, condannando, in concreto, il ministero dell’Istruzione alle spese, e imponendo all’autorità amministrativa di provvedere il numero di insegnanti di sostegno necessario agli studenti con disabilità del magistrale Santa Rosa.
“Alla luce del quadro normativo nel quale si inscrive la vicenda - afferma il Tar - non potrebbe dubitarsi della illegittimità del provvedimento impugnato con il quale, nonostante l’handicap del minore sia qualificato grave, l’amministrazione dichiara l’impossibilità di garantirgli assistenza di sostegno per un numero di ore pari almeno ad un’intera cattedra”. A ogni studente, per effetto dei tagli al personale, si era arrivati a garantire, mediamente, 6 ore di insegnamento, invece delle 18 necessarie.
A emanare la sentenza, depositata il 19 dicembre scorso, è stata la sezione Terza bis del Tar del Lazio. “L’esiguità dell’organico - si legge tra l’altro nelle motivazioni - non potrebbe pregiudicare il diritto fondamentale all’istruzione del disabile grave”, in quanto l’Istruzione scolastica, ribadiscono i giudici, “è tenuta a soddisfarle - in deroga al rapporto ordinario docenti-alunni - attraverso contratti a tempo determinato con insegnanti di sostegno; come già prevedeva - si ricorda - la legge 449 del 1997, con norma che non è suscettibile di modifica da parte del legislatore ordinario e che sancisce un ineludibile dovere da parte dell’amministrazione scolastica”.
Il Tar dispone, quindi, che “le amministrazioni scolastiche avviino e perfezionino con ogni tempestività le iniziative necessarie per assicurare l’adeguata integrazione del personale di cui trattasi in relazione al concreto fabbisogno dell’istituzione scolastica”. Condanna, infine, “l’Amministrazione al pagamento delle spese. E ordina che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Fonte: Press-In - Corriere di Viterbo, 29-12-11

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