Centro per l'Autonomia di Roma

All'Università di Roma Tre 502 laureati con disabilità

- 28.12.09

di Marta Rovagna

Sono stati 502 i laureati con disabilità di Roma Tre dall'anno accademico 1992/93 a quello 2008/09. Le facoltà più gettonate sono Scienze della Formazione con 150 laureati, e Lettere e Filosofia con 123 laureati.
Sono questi i dati principali che emergono dal bilancio di dieci anni di attività del Servizio tutorato studenti con disabilità, presentato alla giornata di studio "La convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità", presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università Roma Tre.
L'iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Charlemagne e dal Cisp - Sviluppo dei popoli, una ong che da oltre 25 anni si adopera per sostenere "i diritti laddove essi sono violati" - è stata realizzata per diffondere la conoscenza della convenzione, alla base dell'attività del Servizio di tutorato, punto di riferimento importante nel panorama accademico romano e del Lazio, e che negli anni ha visto crescere progressivamente il numero di studenti disabili che sono riusciti a laurearsi e trovare un posto di lavoro dopo l'università. Dai 92 studenti che usufruivano del servizio nel 2000, si è arrivati infatti nel 2009 a 260.

Le facoltà preferite dagli studenti con disabilità sono quelle umanistiche, secondo il servizio di tutorato dell'Ateneo, al terzo posto per preferenza e numero di laureati infatti risulta la facoltà di Economia, seguita da quelle di Scienze Politiche, Ingegneria e Giurisprudenza. Fanalino di coda nella scelta degli studenti disabili è invece Scienze Matematiche.
"Gli studenti disabili si laureano mediamente nei tempi regolamentari - spiega la docente Nadia Murgioni, coordinatrice del progetto - con due/tre anni di media per i corsi biennali, quattro per i corsi triennali e cinque per le lauree quadriennali, con una durata media della carriera di 5,7 anni".
Inoltre il punteggio ottenuto è di tutto rispetto: la media è di 105 punti: "165 studenti con disabilità hanno conseguito 110/110 e tra loro 124 hanno ottenuto anche la lode, 107 hanno ottenuto sotto i 100 punti, tra il 105 e il 109 settantacinque persone e tra 100 e 104 sessantanove laureati".
L'università, ha ricordato la docente "ha il dovere di produrre valori intangibili, promuovendo l'innovazione, la ricerca e il trasferimento di tecnologia", in questo contesto il ruolo degli studenti con disabilità è quello di "acquisire competenze e professionalità - spiega Murgioni - in modo da realizzare un percorso di parità senza sconti, con la diffusione in questo modo di relazioni di benessere sociali e familiari".

Diversi i partecipanti alla tavola rotonda tra cui Cristiana Bedoni, delegato del Rettore per il problemi connessi al disagio. Bedoni ricorda il ruolo che Roma Tre ha sempre assunto nei confronti degli studenti disabili: "Abbiamo sempre cercato di risolvere i problemi delle persone con difficoltà, erogando servizi alla persona prima ancora che si parlasse di tutoraggio ai disabili". Disabili che sono risorse alternative preziose nel sistema università "e come tali - conclude il delegato - da valorizzare, perché l'università non può sottrarsi al proprio ruolo intellettuale di promozione sociale".

Proposte ed esperienze degli studenti di Roma Tre

Allargare l'esperienza dell'Erasmus anche gli studenti disabili, trovando accordi con le università estere, fornire ogni facoltà di materiale didattico differenziato, Braille, formato elettronico, audiocassette, nero ingrandito, erogare un servizio di interpreti della lingua dei segni formati dentro la facoltà e creare un orientamento per gli studenti con disabilità in ogni corso di laurea della facoltà in modo da fornire una migliore presentazione delle differenti possibilità e degli sbocchi professionali, anche in considerazione della disabilità.
Sono queste le principali proposte che emergono dagli studenti con disabilità dell'Università di Roma Tre, che il 16 dicembre sono intervenuti alla giornata di studio "La convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità".

Per A.S., con disabilità visiva, la vita universitaria è più facile con il servizio di tutorato: "Ho la possibilità di reperire appunti e di avere sempre la consulenza di un docente, ma anche di una figura di mediazione, una persona che lavora dentro l'università e che può rappresentare le mie esigenze quasi alla pari". In generale A.S. percepisce una considerazione "diversa dei miei problemi, oggi non ho bisogno di dimostrare che anche se non vedo non ho problemi di intelligenza".
A fargli eco è D.B., una studentessa con disabilità motoria che ammette l'utilità del servizio di tutoraggio: "Il tutorato mi aiuta considerevolmente. La mia esperienza consiste nell'aver provato fin dal primo giorno una sensazione di accoglienza, successivamente sviluppata in un senso di familiarità, che mi ha aiutato ad affrontare nel giusto modo la vita accademica con tutte le sue regole".
Importante invece per G.M., una studentessa con disabilità motoria grave, è l'aspetto lavorativo: "Ho alcune proposte che nascono da mie aspettative sul dopo laurea: penso all'inserimento di una persona con disabilità in progetti di lavoro anche all'interno dell'Università stessa, senza escludere possibilità esterne o forme diverse".
Protesta invece D.M., epilettico grave: "Cercate di conoscere chi avete davanti. L'epilessia è una sindrome caratterizzata dalla ricorrenza di crisi cerebrali. Occorrerebbe maggiore informazione, disponibilità ad una forma di rapporto-comunicazione-conoscenza che possa permettere senza paure ed ostacoli allo studente di presentarsi, senza vergogne, sapendo che può chiedere aiuto sia al professore che ai colleghi".
Per E.C. infine la carriera universitaria è diventata l'occasione per imparare a convivere con la sua disabilità motoria: "Ho ventisei anni e mi sono laureata lo scorso dicembre. Il mio rapporto con l'handicap non è stato sempre buono ma adesso, con l'esperienza universitaria e le diverse occasioni della vita, ho imparato a parlarne e a rilassarmi su come viene affrontato e visto il problema dalle altre persone. Molti - ha chiuso E.C. - pensano di doverti aiutare per forza, ma a volte non è assolutamente così!".

Fonte: Redattore Sociale, 16-12-09; Superabile.it, 17-12-09

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