- 26.9.11
La riforma dell'assistenza domiciliare a Roma si farà e sono quattro i Municipi nei quali partirà la sperimentazione già dal 1° ottobre: II, IV, VIII e XIII.
Il Comune di Roma va dunque avanti con una scelta che scontenta in primis le associazioni a difesa dei diritti
delle persone con disabilità, riunitesi il 21 settembre in
piazza del Campidoglio per chiedere il ritiro della proposta - che
prevede riduzioni pari al 35% sulle prestazioni - e l'apertura di una discussione cittadina.
Una delegazione, ricevuta verso l'ora di pranzo dall'assessore ai Servizi Sociali, Sveva Belviso, conferma infatti il rifiuto da parte da parte dell'amministrazione capitolina di procedere nel senso indicato dalle associazioni: la riforma va avanti e la delibera è all'attenzione della Giunta comunale pronta per essere approvata.
In piazza, oltre alla Fish (Federazione italiana superamento handicap), erano presenti anche l'Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), la Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare), l'Aniep (Associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti civili e sociali degli handicappati), l'Avi Roma (Agenzia per la vita indipendente), diversi rappresentanti dell'Aipd
(Associazione italiana persona down), ma anche presidenti di consulte
locali, assessori municipali e consiglieri comunali di opposizione,
semplici cittadini con disabilità e intere famiglie.
“La nostra solidarietà - ha spiegato Pietro Barbieri,
presidente della Fish - va a chi ha organizzato oggi tutto questo:
è il segno di quello che sta succedendo nel Paese. I tagli agli
enti locali producono questo. La mobilitazione deve andare avanti a
livello locale e nazionale: siamo in trincea, ormai. Alemanno a Milano,
durante la manifestazione dei sindaci, aveva salutato la Fish. Oggi
dove sta?”.
“Il documento - ha aggiunto Dino Barlaam
dell'Avi Roma - va sospeso e si deve riaprire un tavolo dove utenti,
enti gestori, associazioni, operatori e istituzioni si confrontino.
Così non può essere: loro non rinnegano nulla, vanno
avanti. Il provvedimento è talmente articolato che ci spaventa.
Gli spazi di manovra sono pochi: tagliano a chi ha già per far
vedere che stanno lavorando sulle liste di attesa. L'elemosina per
tutti, visto che i soldi sono sempre gli stessi”.
“Oggi siamo stati in piazza - ha poi sottolineato Marcello Tomassetti della
Uildm Lazio - per difendere diritti ormai stabiliti anche dalla
Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili: la vita
indipendente, l'autonomia. Con i tagli che il Comune di Roma vuole
attuare il diritto diventa una semplice ispirazione”.
“Sono stupito, sbalordito e amareggiato - ha poi chiosato Michele De Biase, presidente Aniep Roma - A questi poco importa di noi, e sto usando un eufemismo”.
Non meno leggeri i commenti di carattere politico. “È umiliante - ha dichiarato Sandro Medici,
presidente del X Municipio - e mortificante stare qui a protestare con
queste persone che rivendicano un diritto civile, ancor prima che
sociale, ma anche un bisogno. Il Comune, a tutto questo, da una
risposta incivile”.
Sulla stessa linea Tonino Vannisanti (Pd) e Andrea Beccari
(Sel), rispettivamente assessori ai Servizi Sociali dei Municipi VI e
XI: “Senza soldi di che riforma si parla? Nei Municipi
sarà difficile rispondere con prestazioni corrispondenti ai
reali bisogni delle persone”.
“I diritti dei disabili - ha poi aggiunto Mario Dany De Luca,
responsabile disabilità per l'Idv - sono a geometria variabile:
quelli degli evasori mai. I nostri diritti sono continuamente
toccati”.
“Siamo con le associazioni dei disabili romani - ha poi continuato Augusto Battaglia,
responsabile non autosufficienza del Pd - per difendere vita
indipendente, servizi di assistenza e diritti che con molto impegno i
disabili e le loro famiglie hanno ottenuto”.
La protesta va dunque avanti. Nessuno intende fare un passo indietro: né il Comune di Roma, la cui proposta è sul tavolo della Giunta per essere approvata, né le associazioni a difesa dei diritti delle persone con disabilità, che confermano la volontà di proseguire nella protesta, né i Municipi, strozzati da bilanci insufficienti a rispondere alle vere esigenze dei cittadini.
Fonte: DIRE - Notiziario Sanità, 22-9-11