- 26.10.10
Un nuovo Piano Regolatore Sociale per Roma Capitale. È stata
la sede del Cnr ad ospitare il 25 ottobre un convegno nel corso del
quale il Campidoglio ha dato il via alla redazione di una nuova strategia sociale per la città, il cui testo finale potrebbe essere presentato a maggio dell'anno prossimo.
Sono due le priorità del nuovo Piano, come ha spiegato il sindaco Gianni Alemanno, ''in primo luogo il principio di sussidiarietà,
dando più importanza ad associazioni di volontariato e
società civile, e meno importanza alla burocrazia'', in seconda
battuta ''dare una risposta realmente universale alla lista di attesa
e individuare tutti quei bisogni che non hanno nessuna risposta e che
sono tanti. Per fare questo ci vuole una banca dati in grado di
individuare tutti i bisogni e un'estrema efficienza di risorse. Non
è permesso più sprecare un euro''.
L'ipotesi a cui sta lavorando l’amministrazione capitolina è quella di creare un fondo unico
per avere una maggiore flessibilità tra i vari comparti ed una
razionalizzazione della spesa. “Su questo piano sociale - ha
spiegato Alemanno - si conta di avere un miglioramento dell'offerta
di circa il 60% a risorse invariate. In altre parole crediamo che si
possono assistere il 60% in più di persone con risorse pari a 331 milioni di euro”.
La spesa sociale nel 2010 è di 331 milioni di euro di cui il 31%
sono fondi trasferiti da Regione e Stato ed il 69% fondi comunali.
Il Sindaco ha poi illustrato la distribuzione della spesa sociale a Roma: il 25% agli anziani, il 22% ai minori, il 20% alle disabilità, il 10% al disagio sociale, il 9% all'immigrazione ed il 14% riferito ad altre voci.
“Ai municipi - ha concluso Alemanno - vengono dati 154 milioni di euro pari al 46,5% del totale per una media di 55 euro ad abitante.
Tra i municipi con una percentuale più alta, considerati i
bisogni, c'è il III, poi XVII e il I. Dal 2004 al 2010 la spesa
per il sociale è cresciuta di circa il 53% in maniera costante.
Se questa tendenza è rispettata avremo bisogno nel 2015 di 140
milioni in più”.
È un dato che si scontra con i tagli di trasferimenti ai comuni
quindi, secondo il sindaco è necessario velocizzare l'aumento
del 60% dell'offerta e trovare formule attraverso il confronto con
Stato e Regione per avere più fondi.
Per Alemanno l'aspetto decisivo da questo punto di visto è l'integrazione socio-sanitaria
e a tal proposito ha detto: “Se ci si riesce, nella voce di
riduzione dei costi della Sanità, ci potrà essere spazio
per i servizi alle persone sul territorio”.
Per l'assessore capitolino alle Politiche sociali, Sveva Belviso, il nuovo Piano punta a rispondere alle esigenze di tutti e
alla collaborazione tra le Istituzioni e, spiegando i tempi di questo
nuovo piano, ha sottolineato ai cronisti che ''non si è perso
tempo fino ad oggi, al contrario. Non si può assumere una carica
e decidere che tutto ciò che si è fatto precedentemente
è sbagliato e dettare le proprie linee. Sarebbe un atteggiamento
immaturo, irresponsabile e presuntuoso. Noi abbiamo guadagnato del
tempo attraverso uno studio attento di quanto avvenuto, capire se
c'è stato un cambiamento nei bisogni,
nell'analizzare se sono ancora valide le politiche applicate in
passato. C'è stato un lavoro per capire cosa mantenere, cosa
può essere migliorato e cosa trasformare globalmente''.
Sono numerose le sfide da affrontare – come spiegato dall'assessore Belviso - tra queste ''la riforma dell'assistenza domiciliare per le persone anziane, per i disabili e i minori, la riforma del trasporto dei disabili che
è arcaico, che costa 10 milioni di euro circa
all'amministrazione, dando servizi a 1.500 persone scelte tra le prime
ad aver fatto domanda, quindi vanno modificate le procedure di
accoglienza''.
Belviso ha anche ricordato la necessità di abbattere le barriere burocratiche.
Dunque guardare al futuro collaborando con le altre Istituzioni, tanto
che al Cnr erano presenti delegati ed esperti dei vari enti locali,
della Provincia di Roma e della Regione Lazio.
Parallelamente, l'amministrazione capitolina ha istituito un Nucleo direzionale e dei Tavoli di governance per proseguire il confronto sul tema facendo leva su cinque aree
di riferimento: povertà ed emergenze sociali, immigrati e
richiedenti asilo, salute, disabilità e disagio psichico,
famiglie e minori, anziani. Altre questioni tra le quali le
tossicodipendenze e i rom non saranno affrontate in questi gruppi di
lavoro perché rientrano nelle programmazioni dell'Agenzia per le
tossicodipendenze e del commissario straordinario per l'emergenza
nomadi nel Lazio, come precisato da Belviso.
Gli incontri tra i diversi
attori sociali si svolgeranno tra novembre e dicembre, e vedranno la
partecipazione di oltre 500 persone, con prevalenza per i temi
"anziani", "famiglia e minori".
“Un nuovo piano sociale per Roma Capitale può
rappresentare un passo importante verso il miglioramento dell'intero
sistema dell'offerta assistenziale
nel Lazio. Il Comune di Roma, d'altronde, assorbe il 40% dell'intera
offerta assistenziale regionale - ha commentato l’assessore
regionale alle Politiche sociali e Famiglia Forte - D'altronde,
l'integrazione sociosanitaria e la razionalizzazione degli investimenti
di cui si è parlato sono due punti chiave della strategia del
mio assessorato”.
Presente al convegno anche l'assessore capitolino alla Scuola, Laura
Marsilio, che ha sottolineato il lavoro di squadra che verrà
fatto per giungere al risultato di maggio. Per l'assessore provinciale
alle Politiche sociali, Claudio Cecchini, sui servizi e le politiche
sociali ''manca una legge regionale''.
Fonte: Asca, Romasalutenews, Comune di Roma, 25-10 –10