Centro per l'Autonomia di Roma

Roma. Il consultorio del Quadraro compie 5 anni

- 19.10.10

Un buon esempio che resta ben radicato nel territorio in cui è nato: compie cinque anni l'ambulatorio ostetrico ginecologico dedicato alle donne con disabilità del Quadraro a Roma. Aperto nel 2005 con il sostegno del Comune e della Provincia di Roma, l'ambulatorio è oggi punto di riferimento per tutto ciò che riguarda la sessualità e la salute riproduttiva delle donne con disabilità.
Non solo del Quadraro e della parte sud della Capitale: il consultorio raccoglie infatti un bacino di utenza che è cittadino ed è accolto nelle strutture del consultorio familiare diocesano "Al Quadraro". Tra gli utenti, infatti, non solo molte donne disabili, ma anche la variopinta comunità straniera insediata nel quartiere (dai cingalesi ai cinesi, passando per marocchini ed etiopi).

Due piani dedicati alla salute riproduttiva della donna e al benessere di tutta la famiglia, l'ambulatorio ostetrico ginecologico dedicato alle donne con disabilità del Quadraro è uno spazio accessibile ed è dotato - da luglio di quest'anno - anche di un ascensore che permette di salire al piano superiore dove sono situate le sale di preparazione al parto e le stanze di consulenza e confronto con gli psicologi. Accoglienza, ambulatori e spazi di colloquio con l'assistente sociale sono invece dislocati al piano terra, dove si accede a mezzo di una rampa.
Accompagnati da familiari o assistenti alla persone, gli utenti possono accedere al servizio attraverso una telefonata e ricevere il primo appuntamento sin da subito. Solo dopo il primo colloquio, però, laddove la ginecologa valuta l'aspetto sanitario ma anche il contesto di vita della persona, si procede alla visita e alla presa in carico del paziente.

Con una disponibilità di quattro ginecologhe - di cui tre specificatamente formate sull'accoglienza e la presa in carico della donna con disabilità - un'assistente sociale, tre ostetriche, un consulente etico, uno psicopedagogista e un responsabile d'area psicologica, oltreché di un responsabile di struttura, il consultorio accoglie tutti.
Sostenuto economicamente dal Vicariato di Roma, la struttura ha un'ispirazione cristiana ed è a prestazione totalmente gratuita per le donne con disabilità (a contributo minimo per tutti gli altri): lo stesso lavoro dei professionisti che vi operano è prestato a titolo volontario. Ausili e abbattimento di barriere architettoniche fanno il resto.
"Ovviamente - ha sottolineato Cristiana Fabretti, assistente sociale del Consultorio - le porte sono aperte a tutti, al di là di orientamenti sessuali, religiosi o quant'altro. Siamo una realtà in rete con il territorio, con l'altro consultorio pubblico in via dei Levi, ma anche con il terzo settore di zona. Siamo parte attiva nella Consulta dei consultori di Roma e partecipiamo alla Consulta dell'handicap del X Municipio di Roma. Quando i problemi delle persone non sono solo clinici, fungiamo un po' anche da segretariato sociale".

"La media degli ultimi due anni - ha continuato Fabretti - è di circa 70 donne con disabilità l'anno, tra nuove e storiche. Molte di loro provengono dalle strutture presenti sul territorio, da Capodarco alla Casa delle Ragazze, e il lavoro è facilitato. Difficile invece agganciare il singolo sul territorio: è la nostra scommessa, però. Nel futuro, abbiamo l'obiettivo di avviare una campagna di informazione e accoglienza.
"Disabilità psichica, ma anche motoria - ha continuato Fabretti sulle tipologie di donne disabili accolte nella struttura - disabilità mototraumatica e disabilità motocongenita, sindrome di Down, ma anche donne con distrofia muscolare e osteogenesi. Per ciò che attiene l'età, invece, dobbiamo registrare una domanda che si concentra nella fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni".
Tra i tabù e quello che c'è di non scritto in questi incontri, conclude Fabretti, "c'è il silenzio di tante donne con disabilità riguardo la loro vita sessuale. Non se parla. La preoccupazione maggiore è legata allo stato di disabilità. Tra i mariti e i compagni, chi viene è particolarmente presente, ma in generale non parlano né di coppia né di sessualità. La preoccupazione, anche qui, è diversa: riguarda i figli e l'ambito familiare in generale".

Vi proponiamo un’intervista con il direttore sanitario del consultorio, Roberto Grande.

Come nasce l'idea di un consultorio che accoglie anche donne e famiglie con disabilità?
"L'iniziativa di un consultorio che accoglie pazienti con disabilità è nata nel 2004, da un'idea dell'allora delegato del Sindaco per l'handicap, Ileana Argentin, che conosceva personalmente il consultorio, e dall'allora assessore ai Servizi Sociali della Provincia, Claudio Cecchini. Loro due, insieme, avevano evidenziato la necessità di un servizio completamente assente sul territorio dell'intera regione Lazio. Sempre insieme hanno proposto l'iniziativa al Vicariato di Roma, gestore del consultorio, che ha immediatamente accolto e messo in pratica l'idea".
Il consultorio gode di qualche finanziamento particolare?
Ad esempio, il particolare lettino che è dentro l'ambulatorio dedicato alle donne disabili come è stato comprato? "Il consultorio gode di una quota di finanziamento proveniente dal gettito dell'otto per mille e partecipa a progetti finalizzati degli enti locali istituzionali (Comune, Provincia, Regione) che, se accettati, costituiscono una piccola parte della fonte finanziaria. In particolare il lettino dell'ambulatorio ginecologico è frutto di un finanziamento di un progetto finalizzato con la Provincia di Roma".
Che tipo di formazione ha o deve avere una ginecologa che voglia rendersi disponibile anche alle donne con disabilità? Voi, ad esempio, che percorso avete fatto?
"Le ginecologhe hanno effettuato un percorso formativo con le associazioni di soggetti con disabilità, prevalentemente orientato alle modalità relazionali con le pazienti ed alle modalità di approccio personale. Per ciò che riguarda la parte clinica, le pazienti vengono trattate in egual modo rispetto ai soggetti senza disabilità".
C'è ancora qualche tabù nella sessualità delle donne disabili. Se sì, quali?
"Non abbiamo avuto esperienza circa il punto in questione in quanto le pazienti giunte alla nostra osservazione non hanno mai esplicitato problematiche in merito, ma si sono rivolte alla nostra struttura solo per problemi clinici".
Quali le difficoltà quotidiane e quali le prospettive future?
"Le difficoltà riguardano essenzialmente i finanziamenti per il mantenimento della struttura, i rapporti con le istituzioni che sono ‘altalenanti' a seconda delle persone che ricoprono i diversi incarichi, il mantenimento dei rapporti e la pubblicità con le associazioni e gli istituti dedicati che, con il tempo, a volte, tendono a ‘sfilacciarsi' con una riduzione dell'affluenza. Per quel che riguarda le prospettive future, queste possono essere sintetizzate tutte in una sola frase: continuare ad esserci ad ogni costo".
Se la sente, in una parola, di riassumere i 5 anni dalla vostra fondazione?
"Gratificanti".

L'ambulatorio ostetrico ginecologico dedicato alle donne con disabilità si trova in via Tuscolana 619, (metro Porta Furba). L'ambulatorio è aperto dal lunedì al giovedì, anche su appuntamento.
Le prestazioni offerte, completamente gratuite per le donne con disabilità, vanno dalle visite ostetrico ginecologiche alla vista senologica, fino alle ecografie, ai pap test al supporto psicologico.
Accoglienza, supporto al singolo o alla coppia, consulenze etiche e legali, incontri di educazione alla nascita e consulenze psicopedagogiche e neuropsichiatriche completano un'offerta che è aperta a tutti, disabilità a parte.
Per informazioni, contatti e appuntamenti: tel. 06 76906620, fax 06 76906625, www.consultorioquadraro.it.

Fonte: Superabile.it, 29-9-10

foto