Centro per l'Autonomia di Roma

Santa Lucia e case famiglia: arrivano i soldi

- 6.12.11

Finalmente sembra scongiurata la paventata chiusura a Roma dell’istituto Santa Lucia e delle 54 case famiglia cittadine, che soffrivano una grave crisi economica per i crediti verso, rispettivamente, Regione Lazio e Comune di Roma. I due enti, infatti hanno promesso il pagamento di parte delle somme richieste.

Santa Lucia, raggiunto l'accordo in Regione

Il Santa Lucia non chiude: almeno, non nei prossimi mesi. La notizia arriva all’indomani dell’incontro che si è svolto il 29 novembre tra i vertici dell’azienda, i rappresentanti della Regione e i sindacati, e che segue i numerosi incontri delle settimane scorse. Solo pochi giorni prima, l’azienda aveva annunciato la chiusura entro il 31 dicembre, con un debito che sfiorava i 100 milioni di euro, a fronte di un credito verso la Regione di oltre 61 milioni.
La Regione Lazio, al fine di garantire la continuità assistenziale per i pazienti, la prosecuzione dell’attività dell’istituto e i livelli occupazionali, si impegna a riconoscere alla Fondazione Santa Lucia l’importo complessivo di circa 50 milioni di euro. “Oltre 26 milioni – si legge in una nota della stessa Regione - saranno corrisposti entro il 16 gennaio 2012 a copertura dei debiti pregressi relativi al biennio 2005-2006 e della valorizzazione delle attività per gli anni 2009 e 2010. L’ammontare è calcolato al netto dei 4 milioni e 600mila euro già anticipati all’anno 2009 lo scorso agosto. La Regione procederà, inoltre, a corrispondere ulteriori 18,4 milioni di euro comprensivi dell’integrazione degli acconti già versati per l’anno 2011, acconto dicembre 2011, acconto gennaio 2012 calcolati in considerazione dell’imminente adozione del decreto di recepimento dell’accordo di remunerazione relativo all’anno 2011”.
Soddisfatta la presidente della Regione, Renata Polverini: “La Regione Lazio ha lavorato tutti questi mesi con grande impegno nella soluzione della vertenza con il Santa Lucia per garantire le prestazioni ai tanti pazienti oltre che la tutela dei posti di lavoro e le prestazioni ai pazienti. Con questo spirito - aggiunge - nell’ambito delle gravi e note difficoltà finanziarie che questa amministrazione sta affrontando, non abbiamo rinunciato a dare una risposta positiva, operando sempre con serietà e senso di responsabilità”.

Fonte: Regione Lazio, 30-11-11; Redattore Sociale, 1-12-11

Le case famiglia non chiudono: dal Campidoglio quasi 2 milioni

“Una gran bella boccata d’aria per la case famiglia”: così Luigi Vittorio Berliri, presidente della cooperativa Spes contra Spem, commenta la buona notizia che arriva dal Campidoglio, dopo l’approvazione dell’assestamento di bilancio: uno stanziamento di 1,850 milioni di euro destinati alle 54 strutture che, a Roma, ospitano 384 persone disabili non autosufficienti.
Sulla questione, ripetuti allarmi erano stati lanciati, nei mesi scorsi e ancora qualche giorno fa, dalle cooperative sociali che gestiscono, con risorse da tempo inadeguate, le case famiglia. “Avevamo chiesto al Comune 3 milioni di euro per quest’anno - spiega Berliri, uno dei principali animatori di questa battaglia - ma questa ci sembra una prima risposta. Abbiamo bisogno, complessivamente, di 15 milioni di euro: speriamo che questo sia il primo passo di un lungo cammino, un momento strutturale e non un gesto di elemosina”.
È quindi scongiurato il rischio chiusura delle case famiglia, che era stato annunciato, in mancanza di risorse, entro il 31 dicembre prossimo: “Nessuna struttura chiuderà – rassicura Berliri – Speriamo solo che la chiusura non sia rinviata di 12 mesi. Intanto, ringraziamo i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, che non hanno condotto una battaglia personale, ma condivisa da tutto il Consiglio comunale. E ringraziamo i giornalisti, che ci stanno seguendo e ci permettono di dar voce a chi non ha voce”.
Soddisfatto Daniele Ozzimo, vicepresidente della Commissione Politiche Sociali e consigliere Pd di Roma Capitale: “L’importante stanziamento - ricorda - arriva dopo ben due atti approvati dall'assemblea capitolina (la mozione del settembre 2010 e il recente ordine del giorno presentato dal collega Voltaggio) attraverso l'approvazione dell'ordine del giorno e del sub emendamento che ha inserito all'interno del maxi emendamento di giunta le risorse da noi richieste. Rimangono comunque precarie le condizioni delle 54 case famiglia romane. Per questo continua l'impegno del Partito Democratico e dell'opposizione tutta per scongiurare la chiusura di queste importanti ed insostituibili realtà”.

Fonte: Redattore Sociale, 1-12-11

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