Centro per l'Autonomia di Roma

Lazio, polemica sul fondo 2009 per la riabilitazione

- 20.1.09

''Il fondo 2009 destinato a finanziare le strutture che garantiscono l'assistenza riabilitativa per i disabili è stato concordato con le associazioni di settore, che hanno ritenuto la somma di 217 milioni sufficiente a garantire sia l'attività nei confronti degli assistiti, sia la tutela dei livelli occupazionali''. Lo dichiara in una nota la Regione Lazio.
''Il budget complessivo, concordemente deciso, è in grado di garantire i livelli essenziali di assistenza per i disabili. La riduzione colpisce gli sprechi e non il diritto all'assistenza. Esiste un piccolo fondo di 4 milioni creato per far fronte a eventuali aumenti della domanda, mentre altri 10 milioni sono destinati alle stesse associazioni per l'assistenza garantita a disabili provenienti da altre Regioni. Dunque non c'è alcun motivo per alimentare polemiche''.

In disaccordo Costantino Rossi, presidente della Consulta dell'Handicap di Roma, che lancia un appello al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e a tutta la Giunta regionale perché riveda i "pesantissimi tagli" effettuati sulle prestazioni essenziali agli invalidi gravi e perché restituisca serenità alle famiglie, raccogliendo le "forti preoccupazioni delle famiglie che hanno i propri figli in trattamento riabilitativo e terapeutico presso i centri ex art. 26 (legge 883/78)".
A detta della Consulta, la governance di Piero Marrazzo sui centri di riabilitazione ex art.26 ha introdotto "per motivi prettamente ragionieristici" dei "pesantissimi tagli alle prestazioni essenziali e vitali di tanti giovani invalidi afflitti da gravi e permanenti patologie".
Per questo "la Consulta - conclude Rossi - rivolge un fermo appello al presidente Marrazzo e a tutta la Giunta regionale affinché receda da tali penalizzanti provvedimenti e restituisca serenità e prospettive a tante famiglie già colpite e portatrici di inenarrabili sofferenze umane e sociali".

''La Regione sta riorganizzando il settore su criteri di maggiore trasparenza e per garantire un tipo di assistenza più efficace, ampliando il fondo per le Rsa (residenze sanitarie assistenziali), che nascono non solo per gli anziani ma anche per i disabili non autosufficienti - conclude la nota della Regione - In situazioni di forte criticità, per l'assistenza ai disabili, la Regione è intervenuta garantendo il loro diritto ad avere le cure migliori, come nel caso dell'Anffas di Ostia, evitando che si ripetano casi come quello dell'associazione Anni Verdi che per la cattiva gestione ha rischiato di lasciare per strada lavoratori e utenti: la Regione anche in quel caso è intervenuta garantendo gli uni e gli altri''.

Ma forti critiche vengono anche dal consigliere del Pd Augusto Battaglia e dalla presidente dell'associazione Democrazia Solidale Tiziana Biolghini - che chiedono alla Regione “di trovare i 20 milioni di euro per permettere ai centri di riabilitazione di erogare i servizi necessari” – e dalla Comunità di Capodarco di Roma – che dal 2 febbraio non sarà più in grado di garantire le prestazioni di riabilitazione e sarà costretta a mettere in mobilità il personale sanitario.

Come accennato sopra, la Regione sosterrà con 5 milioni di euro i Comuni del Lazio per pagare la quota sociale delle Rsa. Un finanziamento che ridurrà dal 20 al 10% il contributo che al momento devono pagare le amministrazioni comunali.
È quanto si è deciso in un incontro a porte chiuse tra il presidente Marrazzo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il vice presidente della Regione Esterino Montino e gli assessori alle Politiche sociali della Regione, Anna Salome Coppotelli e del Comune, Sveva Belviso.
Il finanziamento preso dal fondo sociale della Regione fa seguito ai 14 milioni già previsti in bilancio per riequilibrare le rette delle Rsa. Di questi 2,5 milioni sono destinati al Comune di Roma.
"E' un finanziamento destinato a chi non raggiunge i 13mila euro annui di reddito - ha detto Coppotelli - è uno sforzo ulteriore che fa la Regione per andare incontro ai Comuni".
"Il problema nasce dalla decisione della Regione di far gravare sui comuni una quota aggiuntiva del 20% sulle Rsa - ha spiegato l'assessore Belviso - noi avevamo chiesto che fosse interamente coperta questa quota ma apprezziamo l'impegno della Regione". L'assessore ha inoltre aggiunto che in accordo con la Regione verrà avviato uno screening nelle residenze per disabili per capire "se nelle 50 case nel comune di Roma, gli ospiti sono realmente pazienti o potrebbero essere curati a domicilio".

Fonte: Superabile.it, Regione Lazio, Adnkronos, 15/16-1-09

un bambino in palestra riabilitativa