Centro per l'Autonomia di Roma

A rischio i centri riabilitazione del Lazio

- 27.10.11

Riorganizzare i Centri di riabilitazione del Lazio. Un comparto che, come tutta la sanità, sta subendo le conseguenze dei tagli imposti dal piano di rientro e che potrebbe far implodere un settore che, almeno nel Lazio, conta 10 mila utenti al giorno e impiega 9 mila persone. L'intervento dovrebbe interessare circa 70 strutture, il 95% di quelle accreditate presenti sul territorio regionale.

Lo stato di crisi dei Centri di riabilitazione, secondo quanto denunciato dal coordinamento delle strutture, “va avanti da oltre 3 anni a causa delle norme emanate nel tempo e spesso contrastanti tra loro, di chiarimenti richiesti e non ottenuti, ed infine per una sofferenza economica-finanziaria che porterà alla pressocché totale paralisi dell'assistenza riabilitativa.
“Dal 2000 queste strutture - spiega Renato Bernardini, segretario Foai (Federazione degli Organismi per l’Assistenza alle Persone Disabili) - sono equiparate a quelle pubbliche e di fatto il pubblico non ha strutture di riabilitazione che riguardano sia disabilità fisiche che mentali, se non in pochi ospedali dove esiste un tipo di riabilitazione 'grossolana', ma che non segue il disabile nel suo percorso totale. Il suo costo nella spesa pubblica per la sanità della Regione è pari circa all'1%”.

Il decreto 89/10 della giunta regionale 'Definizione del fabbisogno assistenziale per i comparti riabilitativi di tipo estensivo e di mantenimento e dei criteri per l'accesso e la dimissione ai/dai regimi residenziale, semiresidenziale, non residenziale', approvato il 10 novembre scorso, prevede appunto una riorganizzazione delle strutture sia in termini economici che in termini di accesso da parte delle persone con disabilità interessate alla riabilitazione. E proprio su questo decreto che si gioca la partita e che sarà oggetto di un tavolo tecnico tra Regione e Centri di riabilitazione.

Fonte: DIRE - Notiziario Sanità, 24-10-11

una manifestazione dei centri riabilitativi