- 18.3.10
Torniamo a parlare del decreto del Commissario ad acta per l’emergenza Sanità nella Regione Lazio, Elio Guzzanti (delle prime reazioni contrarie abbiamo scritto in un recente articolo), secondo il quale dal 1° aprile le persone con disabilità - minori compresi - dovranno pagare un ticket sui trattamenti di riabilitazione
e mantenimento. La norma è stata emanata dopo le indicazioni
giunte al commissario dal Tavolo Nazionale formato dai ministeri della
Salute e dell’Economia.
Gli ultimi sviluppi, negativi, vengono proprio dalle dichiarazioni del ministro della Salute Ferruccio Fazio, durante il question time alla Camera: ''Nella Regione Lazio ci troviamo in una situazione perfettamente in linea
con quella che è la normativa nazionale. Il ticket - ha spiegato
il ministro - è la somma che tutti i cittadini versano quando
usufruiscono di prestazioni sanitarie. Tecnicamente nell'assistenza residenziale non si parla di ticket perché si tratta di strutture in cui i disabili e gli anziani vivono lunghi periodi.
“È quindi - ha aggiunto Fazio - un problema di ospitalità alberghiera che
rientra nel sistema dei servizi sociali e sono posti a carico dei
comuni con la compartecipazione dell'utente prevista dalla disciplina
regionale e comunale''.
Il Movimento Difesa del Cittadino (Mdc) ha annunciato nei giorni scorsi un proprio ricorso al Tar del Lazio contro il decreto, e sulla stessa linea è anche il Centro per i Diritti del Cittadino, così come pesanti critiche sono arrivate dal mondo politico laziale, sia dalla maggioranza che dall'opposizione.
“Ribadiamo ancora una volta - ha dichiarato ad esempio il consigliere regionale Augusto Battaglia
- la nostra contrarietà al decreto del Commissario di Governo
che impone ticket alle prestazioni riabilitative dei disabili. Abbiamo
chiesto più volte al Commissario di revocare il decreto che
impone un ulteriore inaccettabile balzello a famiglie già
duramente provate dal carico assistenziale e
dai pesanti oneri che la presenza di un disabile comporta. Diamo dunque
pieno sostegno al ricorso, augurandoci che il Tar possa abrogare con
una sua rapida decisione un decreto a nostro avviso anticostituzionale
perché lede il diritto alla salute delle
persone con disabilità, che hanno diritto invece a cure gratuite
e a progetti di vita personalizzati per una piena integrazione
sociale”.
Dal canto suo Esterino Montino,
vicepresidente della Regione Lazio, ha rincarato la dose, dichiarando
che quel decreto “non solo non va peggiorato, ma va
revocato”.
A dare visibilità alla notizia - finora passata relativamente
"sotto traccia" - è stata nei giorni scorsi l'edizione romana
del quotidiano La Repubblica, che ha spiegato la sostanza del decreto del commissario Guzzanti.
“Il provvedimento - ha scritto in tal senso Cecilia Gentile -
prevede una quota di compartecipazione per i pazienti adulti pari al 30% della tariffa complessiva.
Dunque, per le attività riabilitative in regime residenziale,
cioè con il ricovero in strutture sanitarie, il ticket da
versare sarà di 35,64 euro per la prestazione che richiede un
impegno definito ‘elevato’ e di 29,44 euro per l'impegno
‘medio’. Per gli interventi in regime semiresidenziale il
ticket sarà di 18,73 euro (impegno ‘elevato’), 14,98
(impegno ‘medio’) e 13,11 (impegno ‘lieve’).
Queste quote vanno estese anche ai minori”.
A supporto viene poi citato un passaggio del Parere proveniente il 2 marzo dal Tavolo Nazionale
sopraccitato, ove si osserva “che la quota di compartecipazione
non è applicata ai minori e ciò non è coerente con
il Dpcm del 29 novembre 2001 (‘Definizione dei livelli essenziali
di assistenza’) che non esenta i minori dal pagamento della compartecipazione”.
Concludiamo con le posizioni espresse dal Mdc, tramite il suo
presidente Antonio Longo: “le famiglie che hanno un bambino con
handicap sono già state pesantemente colpite dai tagli per gli insegnanti di sostegno. Adesso dovranno accollarsi anche questi ticket vergognosi”, restando in attesa dei prossimi sviluppi.
Fonte: Superando.it (S.B.), 9-3-10; Asca, 17-3-10
