- 16.7.10
a cura di Giuliano Giovinazzo
Ha avuto esito positivo la convocazione della Consulta della Regione Lazio
per i Problemi della Disabilità e dell'Handicap, il 7 luglio
scorso, a un confronto con le Istituzioni Regionali competenti in
materia delle disposizioni contenute nel Decreto del Commissario Ad Acta U0095/2009.
Si tratta del provvedimento nel quale viene prevista una compartecipazione alla spesa
per le “attività riabilitative erogate in modalità
di mantenimento - regime residenziale e semiresidenziale”, che
sta creando un diffuso allarme all'interno delle famiglie di persone
con disabilità della Regione Lazio.
A questo incontro istituzionale di grande rilievo - oltre ai rappresentanti della Consulta H - erano presenti Aldo Forte, assessore regionale alle Politiche Sociali e alla Famiglia, Miriam Cipriani, direttore generale del medesimo assessorato e il subcommissario ad acta per la Sanità della Regione Lazio, Mario Morlacco, dal quale sono arrivate importanti rassicurazioni.
La posizione della Consulta è stata illustrata dal suo presidente, Guido Trinchieri,
che ha analizzato i punti più significativi del Decreto citato,
allo scopo di far meglio comprendere ai presenti le motivazioni per cui
“non è accettabile che gli oneri di questa
compartecipazione vengano a ricadere sulle persone con
disabilità e sulle loro famiglie”.
Rispetto agli utenti di centri semiresidenziali
che erogano attività riabilitative di mantenimento, Trinchieri
ha ribadito che per la quasi totalità si tratta di cittadini
maggiorenni con disabilità complesse,
“persone che hanno esaurito, per ragione di età, le
opportunità formative offerte dalla scuola pubblica, e per le
quali molto spesso non esiste alcun progetto di vita. Persone, quindi,
materialmente ed economicamente a carico di famiglie spesso allo
stremo”.
Le ricadute del Decreto sugli utenti in regime residenziale
e sulle loro famiglie sarebbero poi altrettanto gravi, se non
improponibili, in quanto gran parte di loro sono cittadini senza
più una famiglia, o persone che una famiglia non l’hanno
mai avuta e che molto raramente possono contare su redditi personali.
Infine, prendendo in considerazione il riferimento alle indennità di accompagnamento,
contenuto nel testo, la Consulta è tornata a definire
“inaccettabile dal punto di vista etico, prima che
giuridico” quello che appare un tentativo di coinvolgere comunque
economicamente le persone con disabilità e le famiglie che se ne
prendono cura. “Non si può considerare reddito - è
stato affermato - ciò che nella sostanza è un aiuto che
lo Stato eroga proprio a causa dell'invalidità, finalizzato a
rimuovere gli ostacoli alla piena ed effettiva partecipazione nella
società su basi di uguaglianza con gli altri”.
La chiave di lettura offerta dalla Consulta Handicap su questo
provvedimento è per altro che l’intento del Decreto sia
unicamente quello di “individuare la ‘composizione della tariffa’,
distinguendo cioè la quota sanitaria a carico della Regione, da
quella sociale a carico dei Comuni. In questo scenario si aprirebbero
spazi per tornare a ragionare sul modello di intervento a favore di
queste persone, che potrebbero fruire di servizi più appropriati
e più economici”.
Quanto affermato dai rappresentati delle associazioni laziali e questa chiave di lettura hanno trovato concorde il subcommissario
Morlacco, che oltre a convenire con quanto esposto dal presidente della
Consulta Trinchieri, si è spinto a sostenere come “quello
della compartecipazione rappresenti un problema che non debba
riguardare le famiglie”.
Una prima buona notizia, dunque, questa rassicurazione del
subcommissario, proprio per quelle famiglie che si trovano ad
affrontare quotidianamente sin troppe problematiche e che proprio per
la complessità delle disabilità prese in considerazione e
per le relative necessità assistenziali molto elevate, vivono
già un forte rischio di impoverimento.
Sulla questione trattata nel presente testo, potete leggere i nostri precedenti articoli del 28-1, del 18-3 e del 26-4.
Fonte: Superando.it, 14-7-10
