- 26.4.10
“Esiste una normativa nazionale, che si riferisce al Dpcm sui Lea del novembre 2001, che prevede che una quota della retta corrisposta alle strutture residenziali e semi residenziali sia posta a carico delle Regioni, e l’altra a carico dei Comuni o dell’assistito se è al di sopra di un certo reddito. Il Lazio è l’ultima delle regioni italiane che non ha applicato questa normativa”.
Lo ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, alla Camera, rispondendo durante il question time a un’interrogazione
delle deputate del Pd Ileana Argentin e Livia Turco “Sulle
iniziative per la revoca del decreto del commissario ad acta per
l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi sanitari della
Regione Lazio, che prevede un ticket sui trattamenti di mantenimento a
favore dei disabili” (potete leggere i nostri precedenti articoli del 28-1 e del 18-3, NdR).
Secondo il ministro Fazio “tutte le altre regioni, comprese
Calabria, Sicilia e Liguria, hanno applicato questa normativa. Voglio
sottolineare che essendo un Dpcm del 2001, c’è stato anche
un governo intermedio in cui si sarebbe potuto pensare di revocare
questa norma. Il Lazio quindi non è un’anomalia, ma
semplicemente si è messo in regola.
Se si ritiene che questa sia una stortura – ha concluso Fazio -
le onorevoli interroganti possono presentare un disegno di legge per cambiare la legge dello Stato italiano”.
Secondo Ileana Argentin
“è una situazione vergognosa, anche perché il costo
aggiuntivo di ogni famiglia per questi disabili si aggira intorno ai
mille euro. Tra l’altro il commissario Elio Guzzanti fa un
accenno secondo cui devono essere sottoposti a questo decreto anche i minori.
È quindi necessario ritirare questo atto, perché i
bambini di oggi sono gli adulti di domani. Se noi, quindi, leviamo la
logopedia, lo sport ai ragazzini che sono oggi in uno stato di
mantenimento, probabilmente nel domani avremo dei disabili con costi aggiuntivi maggiori”.
Più duro l’ex ministro della Salute, Livia Turco,
secondo cui “quando si parla di disabilità non si
può fare lo scaricabarile, soprattutto non possono farlo le
istituzioni tra di loro. Non è vero che quel Dpcm impone un
ticket sulle famiglie, ma semmai chiede un’assunzione di
responsabilità da parte dei Comuni.
Ho fatto il ministro, so che vuol dire risanare la tremenda
sanità del Lazio e non si capisce quale sia il contributo che
questa misura possa portare al Piano di rientro, visto che non
c’è un nesso”.
Secondo Turco, inoltre, “non è vero che tra tutte le
regioni italiane, il Lazio sarebbe l’ultima a far pagare un
ticket così pesante. La Regione e il commissario avevano la
responsabilità di costituire un tavolo tecnico
chiamando in causa il Comune, ma gli ultimi che devono pagare rette
così pesanti, che non esistono da altre parti d’Italia,
sono le famiglie”".
Fonte: Disablog.it - Superabile.it, 15-4-10
