- 19.4.11
Un incontro “urgente” per scongiurare la chiusura di
molti centri di assistenza alle persone con disabilità del
Lazio. A chiederlo in una lettera inviata al presidente della Regione,
Renata Polverini, è il coordinamento laziale delle associazioni
rappresentative dei centri di riabilitazione cattolici (Aris - Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari). “L'assistenza ai disabili – affermano - è in fin di vita”.
L’Aris, che rappresenta la grande maggioranza delle strutture
accreditate regionali che erogano assistenza alle persone con
disabilità, ricorda la riduzione “negli ultimi quattro
anni, di oltre il 20% delle risorse
destinate al settore” e denuncia “l'ennesimo insopportabile
taglio al settore previsto dall'ultimo decreto emanato in materia dalla
regione”.
“Dopo anni di mancato incremento delle tariffe e di progressiva riduzione del budget
– scrive Aris - la regione Lazio affonda definitivamente i centri
di riabilitazione: nonostante una riduzione del finanziamento del 5%
nel 2009 e dell’8% nel 2010, seguita dall’assicurazione che
quest’ultima avrebbe chiuso la serie, il decreto n. 24 del 2011
ha sancito un’ulteriore diminuzione del 4%”.
“Questo provvedimento – afferma il coordinamento - va ad aggravare una situazione già vessata dall’assenza di una programmazione
regionale in materia, più volte richiesta, e
dall’impossibilità concreta di vedersi liquidare la quota
di compartecipazione che ogni struttura è costretta a richiedere
al Comune di residenza dell’assistito, con i problemi che
ciò comporta”.
A preoccupare cioè è anche la questione delle tariffe, rimaste immutate, e del cronico ritardo nei pagamenti per le prestazioni rese ai pazienti, che arrivano molti mesi dopo l’erogazione della prestazione. E anche la compartecipazione dei pazienti
alla spesa desta difficoltà, dal momento che molto spesso le
famiglie non sono in grado di pagare la quota del 30% della retta e che
anche i Comuni non sono capaci di farsi carico della spesa relativa.
Per tutte queste ragioni, sostiene l’Aris, serve un incontro con Polverini
per “definire in modo soddisfacente una situazione divenuta ormai
insostenibile” e per scongiurare la chiusura di questi centri,
che assistono pazienti particolarmente fragili, che in assenza di un
intervento immediato della Regione rimarrebbero privi di assistenza, così come rimarrebbero privi di occupazione le migliaia di lavoratori che operano nelle strutture.
Fonte: Redattore Sociale, 12-4-11
