Centro per l'Autonomia di Roma

Agricoltura sociale, a Roma corso per 55 ragazzi

- 6.8.10

È partito il percorso formativo di 55 giovani con varie forme di disabilità nell’ambito del progetto Fid - Formazione per l’Inclusione dei Disabili, realizzato dall’Istituto statale d’Arte ‘Roma 2’, il consorzio Tiresia, la fondazione Parco della Mistica e la rete Fattorie Sociali (info tel. 06 4074791).
Promosso e sostenuto dalla Provincia di Roma, con un cofinanziamento dell’Unione europea, il progetto si snoda in 100 ore di orientamento, 200 di formazione e 300 di tirocini in aziende. Scopo: promuovere le diverse abilità nell’ambito dell’agricoltura e personalizzare un percorso professionale per operatore dell’agricoltura sociale.
In sostanza, dopo un periodo di formazione, i giovani selezioni vengono ‘accompagnati’ nel lavoro in azienda: o come dipendenti o come piccoli imprenditori.

L’idea alla base di questo progetto, fortemente sostenuto dalla Provincia di Roma, si basa infatti sull’idea che l’agricoltura sia in grado di includere persone con svantaggi o disagi. Le molteplici attività agricole - dalla coltivazione alla trasformazione e vendita dei prodotti, dalla produzione di energia rinnovabile alla fornitura di servizi sociali, educativi, ricreativi e di accoglienza - stimolano infatti le capacità, anche residue, delle persone e creano maggiori opportunità per la promozione del benessere fisico e psichico.

Il progetto prevede una serie di incontri con enti locali, fattorie sociali, agricoltori, familiari e amici degli allievi per costruire insieme percorsi lavorativi “il più possibile personalizzati” – spiegano gli esecutori del progetto in una nota. “Non solo – specificano - assunzioni in aziende agricole ma anche autoimprenditorialità su terreni pubblici e privati. Una formula da sperimentare con le famiglie e le loro reti di relazioni è quella, ad esempio, di valorizzare il part-time e l’agricoltura amatoriale, che oggi si praticano in modo diffuso su una miriade di piccoli appezzamenti coltivati a fini di autoconsumo e di benessere fisico e intorno a cui gravita un indotto fatto di tante attività economiche e di servizi”.
“Si potrebbero, in tal modo, creare – concludono - le Strade della Solidarietà, da intrecciare con le Strade dei Vini e degli Oli già costituite, al fine di collegare piccole e medie unità produttive e dar vita, insieme alle persone provate da svantaggi e disagi, a veri e propri distretti di economia civile, inclusiva e sostenibile”.

Fonte: Redattore Sociale, 28-7-10

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