- 15.10.09
di Laura Serloni
Prendere l´autobus per un disabile in Centro a Roma è un´ardua impresa, soprattutto se non accompagnato. Su 460 fermate del Municipio I solo una è a norma. L´unica pensilina virtuosa è quella di largo della Stamperia
nel rione Trevi. Lo rivela la campagna “No escort - Disabili sul
bus senza accompagnatori” dell’Associazione Luca Coscioni.
Ogni sosta è stata analizzata secondo dei criteri di accessibilità. Il risultato è che nel 10 per cento dei casi,
le barriere architettoniche non consentono ai cittadini disabili o
comunque con problemi di movimento, di poter accedere al servizio
pubblico in maniera indipendente.
Un esempio è la fermata in via del Plebiscito
che con 1101 passaggi di autobus è una delle più
importanti della città. Il marciapiede alto una ventina di
centimetri e senza neanche uno scivolo non permette di salire su
quest´isola di cemento e chi si trova in carrozzina è
costretto ad aspettare l'autobus in mezzo alla strada.
Stessa situazione in piazza dell’Ara Coeli,
sotto il Campidoglio. Anche in questo caso marciapiede alto senza uno
scivolo. “La fermata in piazza Ara Coeli è stata realizzata pochi mesi fa,
è incredibile che gli uffici comunali abbiano dato il via libera
nonostante l´inaccessibilità evidente”, commenta il
radicale Mario Staderini.
Stessa scena a passeggiata di Ripetta, in via Dandolo a Trastevere e in via Cernaia a Castro Pretorio. Nel 47% dei casi, invece, c´è un accessibilità parziale come a largo Chigi,
dove i pali impiantati in mezzo al marciapiede ostacolano il passaggio.
Il 36% delle fermate ha un grado di praticabilità buono come ad
esempio a largo Argentina dove manca solo la guida e la banda chiodata per i non vedenti. E il 7 %, infine, ottima.
“Ormai quasi tutti i mezzi Atac
sono in regola con le normative sul trasporto dei disabili. Un
adeguamento con 15 anni di investimenti. Ma non c´è stato
lo stesso impegno nell’accessibilità alle fermate. Che continuano a essere impossibili o quasi per i portatori di handicap” sottolinea Staderini.
La finalità dello studio è di dimostrare come sia
possibile arrivare alla piena accessibilità dei disabili ai
mezzi di trasporto pubblico nel giro di tre anni con l´apertura
di piccoli cantieri di manutenzione,
tanto che nell’indagine è stata elaborata una classifica
delle fermate a seconda dell’importanza, e quindi di quanti mezzi
passano ogni giorno, e del costo necessario per metterla in regola.
Ancora Staderini: “Non ci fermeremo fino a quando il Comune e l´Atac
non avranno presentato ai cittadini un piano strutturale per la rapida
messa a norma delle fermate. Se necessario, i lavori li faremo noi e ne
chiederemo conto”.
Fonte: Press-In - La Repubblica, 6-10-09