- 24.7.09
Venti posti in totale a disposizione delle persone disabili e dei
loro accompagnatori in ognuna delle quattro piscine nelle quali dal 17
luglio e fino al 2 agosto prossimo si disputano i Campionati mondiali di nuoto a Roma. Posti gratuiti, assegnati secondo criteri indefiniti, che hanno provocato numerose reazioni fra le persone disabili e causato tanto di interrogazione in Consiglio comunale.
La vicenda, che ha avuto eco sulla stampa, è ben illustrata da
una lettera pubblicata dal portale SuperAbile.it, dedicato
specificamente alla disabilità, e scritta da Silvia Maini, che muovendosi su una carrozzina ha chiamato il ticket office
per potersi gustare dal vivo la competizione. Dopo aver lasciato i dati
personali e aver invano atteso per cinque giorni la conferma che le era
stata annunciata, la donna si è sentita dire che i posti erano esauriti e che sarebbe stata inserita in una sorta di lista di attesa.
“Qualsiasi disabile con cui parlate – commenta ora - vi
potrà raccontare molti aneddoti sulla miopia delle persone che
hanno incontrato nella loro vita, da gestori di piccoli esercizi
commerciali al personale sanitario, ma mai mi era successo con così tante istituzioni messe insieme”
(il riferimento è a Coni, Fin, Comune di Roma, Regione Lazio,
Provincia di Roma, Iusm, che organizzano i Mondiali di nuoto).
In effetti dal Comitato organizzatore fanno sapere di un numero di biglietti omaggio contingentato, perché sono 20 in totale i posti gratuiti
a disposizione per disabili e accompagnatori per ogni sessione di gara
(fino a tre al giorno per ognuna delle 4 piscine adibite per
l’evento), mentre è una, e una sola, la zona preposta allo
stazionamento delle sedie a ruote per ogni piscina.
La mancata spettatrice delle gare, con rapido calcolo, ricorda che “sono previste circa 400 mila persone
in 17 giorni di gare, e di questi solo 400 saranno disabili, lo
0,01%”. Solo a Roma, continua la donna, i soggetti ritenuti
“fragili” sono circa 50 mila: “Sembra tutto
organizzato per garantire ai disabili solo il minimo indispensabile
– afferma – dal momento che pagano poco o nulla, occupano
un sacco di spazio e creano molti problemi”.
Sulla vicenda arriva anche un'interrogazione in Campidoglio:
a presentarla è il consigliere comunale Daniele Ozzimo (Pd). Nel
testo, il vicepresidente della Commissione Servizi Sociali domanda di
“accertare l’effettiva disponibilità di posti
riservati ai disabili negli impianti sportivi dove si svolgeranno le
gare del Mondiali di Nuoto e di capire perché
l’Amministrazione non ha adottato tutte le misure necessarie per
garantire l’adeguata accoglienza delle persone con disabilità”.
“È inammissibile – spiega Ozzimo - che nel 2009 si
pensi alla persona con disabilità come ad un recluso, non in
grado di muoversi liberamente quando, da più di un decennio, si
lavora per l’abbattimento delle barriere architettoniche e
affinché anche gli impianti sportivi e i luoghi di aggregazione
e di socializzazione siano accessibili ai portatori di handicap. Appare
pertanto sconcertante – conclude - che l’Amministrazione,
da quanto si apprende dalla stampa, non abbia previsto per gli impianti
dei Mondiale di nuoto posti riservati a persone con disabilità
in numero sufficiente da accogliere tutte le richieste”.
“Una grande attenzione mediatica a fronte di una scarsissima
concentrazione sui diritti dei più svantaggiati”. È
il commento di Ugo Bercigli, presidente della Uisp Toscana, in merito alla protesta.
“Il grave fatto di Roma – ha aggiunto Bercigli – non
deve però fermarsi ad una protesta circoscritta e delimitata,
bensì deve essere l’occasione per concentrare le
attenzioni su un problema che coinvolge una buona parte del mondo sportivo italiano,
sia a livello professionistico, dilettantistico ed amatoriale. Molti
circoli e molte strutture sportive sono assolutamente antiquate e non
prevedono accessi e sistemazioni per i disabili. In un mondo
così modernizzato è impensabile registrare questo grosso
deficit che va a scapito dei diritti umani delle persone più svantaggiate”.
“Lo Stato – ha concluso Bercigli - deve farsi paladino dei
diritti dei disabili migliorando le strutture, ma in primo luogo deve
esserci l’impegno e la volontà di chi è
direttamente coinvolto nello sport, ovvero le associazioni sportive,
tutte le società e gli enti di promozione, Uisp compresa”.
Fonte: Redattore Sociale, 17-7-09
