- 23.8.10
Un “sogno” che ha le carte perfettamente in regola per diventare realtà: riaprire alla cittadinanza siti archeologici
inaccessibili grazie all’impegno di un gruppo di persone con
disabilità. E senza che l’amministrazione comunale spenda
un solo euro. Ma per capire da dove nasce questa singolare proposta,
è necessario fare un passo indietro.
Nel 2005 i “ragazzi” della cooperativa sociale Cotrad
cominciarono a battere palmo a palmo i vecchi rioni romani alla ricerca
delle antiche edicole del Seicento e Settecento nascoste negli angoli
delle strade. La cooperativa aveva aderito alla campagna “Salvalarte” di Legambiente
dedicata alla rivalutazione delle arti minori. Ma lo aveva fatto a modo
suo, partendo dalla città di Roma e non dai piccoli centri
protagonisti dell’iniziativa di Legambiente. E soprattutto lo
aveva fatto adattando il progetto alle abilità degli propri
utenti e rimodulandolo sulle loro aspettative e i loro desideri.
“Siamo una cooperativa di tipo B, che offre servizi alle persone con disabilità e
ad altre categorie fragili – racconta la responsabile del
progetto, Mària Sorbo – Tra le altre cose, forniamo anche
un servizio di assistenza domiciliare rivolto ai disabili
all’interno del I Municipio. Abbiamo deciso di aderire alla
campagna di Legambiente – prosegue – ma lo abbiamo fatto
incanalando questa attività all’interno delle ore di assistenza domiciliare del servizio Abilando. E da lì il progetto è decollato e noi non ci siamo più fermati”.
Fino ad oggi il progetto, che nel 2008 è passato dall’originario “Salvalarte” all’attuale “Socialarte”,
ha coinvolto ogni anno una decina di “ragazzi” dai 19 ai 55
anni. E ogni anno si è arricchito di nuovi spunti e nuove
iniziative. Nel 2006 la Cotrad decide infatti di replicare il progetto,
ma spostando le attività all’interno dello storico quartiere Monti, dove la cooperativa ha la sede e dove le vecchie botteghe storiche romane ancora resistono.
“Da questa esperienza – ricorda la responsabile del
progetto – è nato un video che abbiamo realizzato con la
collaborazione del Cineclub Detour e che ha vinto diversi premi”.
L’esperienza al quartiere Monti è servita però
anche a capire che, guardandosi intorno con occhi più attenti,
anche i luoghi che frequentiamo ogni giorno offrono delle insperate
sorprese. “E attraverso questi giri – precisa Sorbo –
ci siamo resi conto che moltissimi siti archeologici a Roma sono chiusi per mancanza di personale”.
L’anno successivo è stata la volta del Testaccio
dove, tra il 2007 e il 2008 i “ragazzi” di Abilando hanno
portato avanti un nuovo progetto, coinvolgendo gli anziani della zona.
E anche qui la stessa scoperta. “Attraverso la memoria storica
degli anziani abbiamo ripercorso la vita del quartiere, scoprendo tante
cose – spiega Mària Sorbo – Il Monte dei cocci, per
esempio, un tempo era aperto e meta di passeggiate per gli abitanti del
quartiere”.
Da qui l’idea di proporre alla Sovrintendenza Archeologica
di Roma di riaprire alcuni siti, attualmente chiusi e visitabili solo
su richiesta, e di farli gestire dalle persone con disabilità
seguite dal servizio Abilando. A questo proposito la cooperativa ha già individuato alcuni luoghi: tra questi, l’Auditorium di Mecenate di via Merulana, il Mitreo del Circo Massimo situato accanto alla Bocca della verità e l’Insula di San Paolo alla Regola, che si trova alle spalle di via Arenula e, attraverso un sistema di cunicoli, conduce fino a Torre Argentina.
“Sono due anni che lavoriamo a questo progetto – sottolinea
Sorbo – Se andasse in porto sarebbe una rivincita per i nostri
‘ragazzi’ e un vantaggio per l’intera comunità, che potrebbe avere accesso a luoghi oggi chiusi al pubblico. E l’intera operazione sarebbe completamente a costo zero,
visto che il progetto verrebbe portato avanti all’interno delle
nostre attività di assistenza domiciliare. Inoltre –
conclude – alcuni dei nostri utenti sono giovanissimi. Per loro
questa esperienza potrebbe trasformarsi un giorno in una prospettiva di vita”.
Anche in questo caso la Cotrad ha realizzato, sempre in collaborazione con il Cineclub Detour, un video intitolato “Custodi di antiche mura”.
Il video, che documenta l’esperienza delle persone con
disabilità che hanno partecipato nel 2008 al progetto
“Socialarte”, sarà presto disponibile in dvd e
ordinabile attraverso il sito della Cotrad www.cotrad.it.
Fonte: Redattore Sociale, 30-7-10
