- 10.4.09
di Andrea Venuto
“Scade oggi, 31 marzo, il contratto di lavoro tra l’Azienda San Camillo - Forlanini di Roma e il consorzio sociale Co.In. (Cooperative Integrate), per la gestione del servizio di sportello CUP (Centro Unificato di Prenotazione).
Dopo undici anni di ininterrotta attività, sarà dunque
oggi l’ultimo giorno di lavoro dei quarantatré
soci-lavoratori che hanno costituito la spina dorsale di questo
servizio, ottimizzandone le prestazioni e favorendo nel 2004 il
passaggio nel sistema RECUP (servizio unico di prenotazione telefonica della Regione Lazio)”.
Lo denunciano, in un comunicato congiunto, il consorzio sociale Co.In. e la Cooperativa Capodarco,
che già da tempo stanno conducendo una battaglia assai
più ampia nei confronti della Regione Lazio, motivata
dall'internalizzazione dello stesso servizio Recup, decisa dal
presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, in quanto commissario ad acta.
“Dal 1° aprile - si precisa poi nella nota - la gestione
passa agli operatori interni dell’Azienda San Camillo, recuperati
tra i circa quattrocento esuberi
del proprio personale, precedentemente adibito a funzioni sanitarie e
ora non più idonei. Per il San Camillo riteniamo non si tratti
però di un buon affare né di un vero risparmio.
Rinunciare infatti alle capacità e alle professionalità accumulate dal gruppo di tecnici Capodarco-Co.In. in tanti anni di lavoro nei servizi di prenotazione, potrà causare diversi disservizi agli utenti e all'ospedale,
con riflessi importanti anche sul reddito dell’attività
ambulatoriale dell’azienda. Dalla parte dei cittadini ci spiace
dover informare gli utenti dei servizi del San Camillo che a partire da
domani non troveranno nelle loro postazioni i volti dei nostri
operatori, la loro cortesia e professionalità e che sempre a
partire da domani, non potranno più recarsi al Cup del San
Camillo per effettuare la prenotazione di molte prestazioni sanitarie,
essendo quest’ultima stata spostata sul numero verde regionale 803333.
Ma tanta era l'ansia di risparmio che poco importa se ciò
potrà provocare disagi alla popolazione e se a pagare saranno
dei lavoratori considerati evidentemente di serie B”.
Come detto, quanto denunciato si ricollega alla più ampia situazione di disagio che
ha coinvolto nei mesi scorsi queste organizzazioni e i servizi che esse
hanno finora svolto, provocando una situazione difficile anche a
numerose persone con disabilità. Un collegamento che diventa
esplicito, quando si scrive nel comunicato che questa “è
una delle prime conseguenze di una politica che evidentemente, al di
là delle dichiarazioni di circostanza, non si preoccupa dei
destini di questi lavoratori di cui fanno parte quindici persone con disabilità
le quali, attraverso questo lavoro, hanno potuto costruire il proprio
futuro di uomini e donne integrate nella società”.
Quale sarà ora la sorte di quei lavoratori che gestivano lo
sportello Cup del San Camillo? “Onde evitare i gravi disagi
economici - comunicano Capodarco e Co.In. - che una decisione simile
avrebbe portato ai lavoratori con il loro licenziamento, abbiamo
disposto l'assorbimento di
questi in qualità di operatori del Centro Unico di Prenotazioni
Regionale Recup. Tale provvedimento è stato preso con il duplice
intento di tutelare i propri soci-lavoratori e di rafforzare un
servizio gestito da anni con riconosciuta competenza e
sensibilità sociale nei confronti dei cittadini”.
“Una decisione - conclude la nota - che tende anche a
fronteggiare, sia pure a proprie spese e senza adeguamenti del budget
regionale, la sempre più preoccupante insolvenza delle chiamate al Recup verificatasi
negli ultimi mesi a causa dell'ormai esiguo numero di postazioni,
rispetto all'aumento delle telefonate e delle prestazioni prenotate,
contrattualmente coperte e disposte dal budget concesso dalla Regione
Lazio. I numeri in tal senso parlano da soli: nel 2008 le chiamate
gestite dagli operatori sono state 4.077.690 (circa 278.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2007) e 2.893.900 prestazioni prenotate (circa 292.000 in più rispetto al 2007)”.
Per ulteriori informazioni: Consorzio Sociale Gruppo Darco, Ufficio Stampa, Andrea Venuto, tel. 06 5706055, ufficio.stampa@sociale.it.
Fonte: Superando.it, S.B.
