di Valter Nicoletti - 17.7.08
Sono un paio di mesi che su internet si può visitare il sito dei Centri
di Mobilità del programma Fiat Autonomy all'indirizzo www.retecdm.net.
Purtroppo anche qui, come sulle pagine del Fiat Autonomy, l'indirizzo
e la descrizione del nostro Centro sono sbagliati, non sono stati aggiornati
dopo l'ultimo trasferimento: ce ne scusiamo con gli internauti.
Pubblichiamo, per gentile concessione del sito Disabili.com, le interviste
al coordinatore dei Centri e al responsabile di Fiat Autonomy.
Presso il lago Trasimeno, dove si sta svolgendo la riunione generale
dei Centri di Mobilità Fiat, incontriamo il coordinatore dei Centri Antonio
Ridolfi, al quale chiediamo informazioni sul lancio del nuovo sito
internet www.retecdm.net.
Abbiamo fortemente voluto l'apertura del sito, proprio per unire il
più possibile le informazioni che arrivano da ogni singolo centro in modo
tale che tutti i centri siano sempre a conoscenza di tutto ciò che si
fa. Altro scopo è quello di permettere agli operatori dei centri di colloquiare
con il coordinamento Fiat e fra di loro nella maniera più veloce possibile.
Un ultimo obbiettivo è quello di permettere a tutti i navigatori di accedere
ai nostri servizi gratuiti ogni qual volta ne abbiano bisogno.
Da quando sono partiti questi centri di passi in avanti ne sono stati
fatti. Quali sono i prossimi obiettivi?
Ci sono ancora molti passi da fare, anche perché in questi anni il
Parlamento più volte ha affrontato le tematiche che noi stiamo portando
avanti. Dalle più semplici patenti speciali per persone con deficit motori
fino ad arrivare a quanto si doveva e si dovrà fare per gli esiti da traumi
cranici. Ma anche per tutta la popolazione, sempre più anziana, che vuole
continuare a guidare. È sempre più necessario implementare ciò che noi
facciamo con le simulazioni proprio sulla batteria di test che riguardano
il cognitivo, interessano tutti oramai. Inoltre sempre più bisognerà sposare,
se e quando ne verrà riconosciuta la bontà scientifica, quello che viene
fatto anche da un punto di vista legislativo.
Mi sembra di capire che inizialmente tali simulatori venivano usati
per individuare gli strumenti atti a sopperire un deficit motorio; oggi
non solo per questo, ma anche e soprattutto, per individuare eventuali
deficit cognitivi?
Infatti. In ogni persona possono esserci tutta una serie di problematiche
rispetto anche alla possibilità di continuare a guidare, dopo un trauma.
Questo non significa togliere le patenti. Questo significa che si deve
considerare lo strumento patente come uno strumento di vita quotidiana
delle persone. E non più come ancora avviene come un diritto essenziale
dell'uomo dalla nascita alla morte.
Quello che non va bene è che la patente sia considerata alla stessa
stregua del diritto al lavoro, perché non è così! La patente è uno strumento
che deve essere usato nel modo giusto. Se qualcuno a un certo punto della
propria vita inizia a non usarla più nel modo giusto, o viene rieducato
ad usarla, oppure non gli è più permesso condurre un mezzo. Altrimenti
non si spiegherebbe come poter diminuire quelli che sono sicuramente i
troppi incidenti stradali.
Quindi nei Centri di Mobilità la sicurezza innanzi tutto?
La testimonianza di ciò è che dei 18 centri ben 8 sono in strutture
pubbliche. Spesso sono proprio le Commissioni Mediche Locali e i relativi
Presidenti di Commissione che richiedono di utilizzare insieme alle nostre
professionalità questi simulatori. Ma le dirò di più, sono stati sottoscritti
degli accordi pubblici e privati, come per esempio i casi dell'Inail di
Budrio, la C.M.L. di Bolzano, la Provincia di Salerno, la Provincia di
Terni, tra breve la Regione Marche intera. Questo ci permette di lavorare
tranquillamente con il pubblico e per il pubblico, sulla base delle indicazioni
che loro stessi ci danno.
Il passo successivo non può essere che uno: o questa attività trova un
riconoscimento che già nelle dichiarazioni nelle interrogazioni parlamentari
è stato dato, e quindi trova un riconoscimento pubblico pieno di collaborazione
con gli Enti preposti, oppure questa attività rimane ferma al palo. In
una specie di limbo, tra pubblico e non pubblico.
Per meglio capire l'utilità può dirci ad oggi quante persone sono venute
o sono state mandate in questi centri?
Nei centri dal 1995 ad oggi sono passate circa 12mila persone. Ma le
dirò di più: i Centri di loro sponte si stanno evolvendo per accompagnare
i candidati fino al conseguimento finale della patente. Chi gestisce questi
centri, cooperative di persone disabili piuttosto che istituzioni, portano
la persona fino addirittura al conseguimento della patente (come succede
al CpA di Roma, NdR).
Questa è una realtà solamente italiana, di cui andare fieri.
Infatti non esiste nessun altro paese al mondo che faccia qualcosa
di simile se non l'Inghilterra, che era partita per prima ma in modo difforme
ed è arrivata dopo di noi in modo unitario. Possiamo dire che noi siamo
l'unico paese ad avere una così vasta prestazione di servizio su tutto
il territorio nazionale.
Incontriamo anche il responsabile del Programma Fiat Autonomy
(www.fiatautonomy.com) Umberto Murazio, a cui chiediamo in che
modo l'impegno rimanga vivo e attivo.
La dimostrazione del nostro approccio è proprio in questo incontro,
dove abbiamo riunito tutti i Centri di Mobilità che dal 1995 operano sul
territorio italiano per aiutare le persone a capire se possono guidare.
È confermato l'impegno, anzi stiamo cercando di creare una squadra, perché
questo impegno sia sempre più valido e sempre più al servizio delle persone
disabili e delle C.M.L.
Le persone viste da questi centri sono moltissime…
Abbiamo un migliaio di persone all'anno che si appoggiano ai nostri
centri. Siamo un punto di riferimento e una base per paesi europei che
hanno creato delle strutture locali molto simili e molto in linea con
quello che noi già facciamo.
La Fiat garantisce quindi ancora questo programma?
Sicuramente, il Programma Autonomy è confermato. Con il lancio di nuovi
modelli abbiamo sempre più auto accessibili, munite di cambio automatico
indispensabile per alcuni handicap.
Centri di Mobilità Fiat: tel. 055 331459, fax 055 3215564; Antonio Ridolfi, Coordinatore, coordinamento@retecdm.net; Laure Marechal, Segreteria, laura.mobilita@retecdm.net.
Fonte: Disabili.com, 8-6-08
