- 22.4.09
Le vicende di Alitalia e del passaggio dei suoi ex dipendenti alla nuova Compagnia Aerea Italiana
(CAI) hanno tenuto banco per mesi su tutti i giornali italiani ed
europei e oggi la ristrutturazione dell’azienda, una volta
trovati i nuovi proprietari, prosegue, seppure con minore attenzione da
parte degli organi di stampa. Lontano dai riflettori, dunque, sembra si
stiano consumando delle profonde ingiustizie, con la palese violazione di alcune norme di tutela che si ritenevano consolidate.
Già nei mesi scorsi era giunto il grido d'allarme da parte di
alcune organizzazioni sindacali: nelle procedure di riassunzione del
personale necessario al funzionamento delle attività della Cai,
infatti, non sarebbero stati assunti molti disabili e nemmeno i lavoratori che fruivano dei permessi lavorativi come stabilito dalla Legge 104/92.
Ora giunge una nuova denuncia, circostanziata, di Alessandra
Tibaldi, Assessore al Lavoro, alle Pari opportunità e alle
Politiche Giovanili della Regione Lazio:
“In base alla normativa vigente all'interno delle 7.924 persone
assunte dalla società nella provincia di Roma vi dovrebbero
essere 323 disabili, ossia il 7% dei
4613 dipendenti che formano la base di computo ai fini del collocamento
obbligatorio; invece gli invalidi effettivamente assunti sono solo 45.
Per questo motivo chiedo ai vertici aziendali di regolarizzare con la
massima urgenza la situazione occupazionale del personale
dipendente”.
“Le inadempienze della Cai in merito alle assunzioni dei disabili - continua l'assessore del Lazio - sono quindi gravissime e inaccettabili.
Sicuramente non sono in linea con il profilo di un'azienda seria, che
ambisce a ricoprire il ruolo di società di bandiera nazionale.
La vecchia Alitalia, con cui
esiste una continuità di fatto e sostanziale da parte della Cai,
rispettava in pieno la normativa sulle assunzioni del personale
disabile. Ogni discriminazione verso i portatori di handicap, oltre ad
essere illegittima, è inammissibile anche sul piano etico e
richiederebbe un tempestivo intervento delle autorità preposte a
far rispettare gli obblighi di legge”.
Al di là degli aspetti etici, la Fish
(Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) - il cui
presidente Pietro Barbieri aveva anche indirizzato in novembre una
lettera aperta al presidente della Cai Roberto Colaninno, scrivendo tra
l'altro: “Uno stereotipo,
quello dell’improduttività dei lavoratori con
disabilità, difficile da sradicare e a cui anche la Cai sembra
dare credito” - richiama l’attenzione sulla patente
violazione della Legge 68/99 e
chiede l’intervento delle autorità competenti. La
Federazione, inoltre, si riserva anche di valutare eventuali azioni
legali e di costituirsi parte civile in giudizio
a fianco dei lavoratori esclusi dall’assunzione o dalla
riassunzione, in base anche alla Legge 67/06 (Misure per la tutela
giudiziaria delle persone con disabilità vittime di
discriminazione).
Fonte: Superando.it (S.B. e C.G.), 15-4-09
