- 11.1.11
“Il 1° dicembre è iniziato un
conto alla rovescia:
il 31 dicembre il Centro che ho tanto sognato, fino a farlo divenire
realtà, dovrà necessariamente chiudere i battenti
o meglio issare la bandiera bianca”. Incomincia
così la triste e dura lettera scritta all'inizio del mese da
Nicoletta Angelini,
presidente dell'Auriga Onlus, Centro
di Attività Equestri Integrate
nato a Roma nel 1993, organizzazione di eccellenza nel suo ambito, che
rischia dunque di scomparire per sempre, segnando
“un'ennesima
sconfitta per i ragazzi con disabilità, maturata nel
silenzio
delle Istituzioni”.
E purtroppo il Centro ha chiuso il 31 dicembre.
"Centro di eccellenza", dicevamo, e ciò
è
indiscutibile, ma si tratta anche di una definizione che fa scrivere ad
Angelini, con grande amarezza: “Non riesco più a
tollerare
di sentire definire il Centro che dirigo come un centro di eccellenza,
quando nel centro ai lavoratori non si riescono a garantire i
più elementari diritti e l’accesso ai servizi
viene di
fatto negato alle famiglie che perdono potere di acquisto. E pensare
che stavamo lavorando per aprire e inaugurare nel 2011 il primo Centro
di terapie e attività con gli animali del Lazio, grazie alla
sinergia consolidata con le onlus Anucss (Associazione Nazionale
Utilizzo del Cane per Scopi Sociali) e Aicote (Associazione
Interdisciplinare COTErapie) e all’impegno della cooperativa
sociale El Nath di provvedere alla gestione dello stesso. Un Centro
pensato per offrire servizi di qualità che vedono, nella
relazione uomo/animale, un’opportunità di educazione-riabilitazione-integrazione,
opportunità sempre più evidenziata in tutti i
contesti socio-sanitari e istituzionali”.
Non usa poi mezzi termini, Angelini, indicando con chiarezza
una
serie di responsabilità: “Non riesco a trovare
più
giustificazioni al fatto - scrive - che si parli tanto di ippoterapia,
ma non si faccia poi nulla di effettivamente concreto per inquadrarla
in un contesto che dia dignità a utenti e operatori. Se
fosse
uguale per tutti i centri, penso che potrei ancora sentirmi un
‘pioniere’, ma quando penso che in Italia ci sono
persone
che accedono all’ippoterapia attraverso il Sistema Sanitario Nazionale,
mentre ad altre viene detto che non possono usufruirne
perché
l’ippoterapia non è ancora riconosciuta, non ci
sto”.
Responsabilità
individuate poi nelle politiche adottate dalla Regione Lazio
per il settore (“Non riesco a farmi passare la rabbia -
denuncia
la presidente - quando sento enfatizzare il valore della ricerca
scientifica in questo campo e ricordo i 500 milioni di lire destinati
all’uopo nel 1992 dalla Regione Lazio a un ente che non li ha
mai
impiegati per questo”), ma anche nell'"indifferenza" del Comune di Roma,
dal quale Angelini dichiara di non essere mai stata convocata,
“pur avendone noi fatta più di una volta formale
richiesta, per dare seguito al progetto ‘Corsi di equitazione e
volteggio per persone con disabilità’
che per alcuni anni è stato sostenuto a vantaggio di
centinaia
di bambini e adulti, con comprovata soddisfazione degli
utenti”.
In sostanza, “è stata lasciata morire
un'esperienza senza
motivazioni e questo è disarmante. Non riesco in tal senso a
comprendere come un Municipio,
organo amministrativo di un'importante e grande fetta urbana, non solo
non sfrutti le competenze presenti sul suo territorio a vantaggio della
popolazione, ma si permetta il lusso di danneggiarle, persino sfidando
la legge”.
“Sono stufa - conclude Nicoletta Angelini - di
sentirmi in difficoltà per i ritardi nei pagamenti ai fornitori
perché, per non far prendere troppo freddo a qualcuno, mi
vedo
costretta a spostare ora qua, ora là, la piccola coperta
ormai
infeltrita. Sono umiliata quando non riesco a corrispondere
puntualmente i compensi
ai collaboratori
che nonostante tutto lavorano con serietà e impegno, la
maggior
parte dei quali da più di dieci anni. Sono allibita quando
vedo
apprezzare realtà che operano ai limiti delle norme e
svalutate
quelle che operano con professionalità
certificate. Sono orgogliosa dei risultati che vedo ottenere dai
ragazzi e della maggiore qualità
della vita
che per ricaduta determinano in famiglia. Sono orgogliosa delle
richieste sempre più numerose di persone che vogliono
apprendere
il nostro metodo di lavoro attraverso le opportunità formative
da noi promosse e realizzate fin dal 1993. Sono orgogliosa di aver fino
ad oggi garantito a tutti i cavalli e asini presenti nel Centro il
rispetto del loro naturale ciclo vitale. Sono orgogliosa quando mi
accorgo che i tanti semi gettati per diffondere una cultura della
diversità e del benessere hanno
cambiato e colorato un posto abbandonato, ora luogo di armonia e
ricerca. Sono orgogliosa di aver sempre lavorato nella
legalità
e di volerlo continuare a fare. Ma sono dispiaciuta perché
oggi
non ho più risorse per sostenere tutto questo”.
La lettera non è passata nel silenzio: è
stato infatti avviato un Comitato
di genitori e amici dell'Auriga e lanciata una petizione
in internet, con firme e anche palline per un ‘albero di
Natale virtuale’.
E le Istituzioni? Che qualcosa si stia muovendo lo farebbe pensare la
lettera inviata il 22 dicembre scorso da Vittorio Casasanta, presidente
della Consulta Cittadina
Permanente sui Problemi delle Persone Handicappate
al Sindaco di Roma Gianni Alemanno, all'assessore ai Servizi Sociali
Sveva Belviso e ad altri esponenti delle Istituzioni Municipali.
Vi si scrive tra l'altro che “l'Auriga Onlus è da
sempre
impegnata, in particolare, anche se non esclusivamente, in
attività rivolte al sostegno delle persone con
disabilità
bambini ed adolescenti, adulti e anziani, e delle loro famiglie,
promuovendone l'integrazione sociale ed il benessere psicofisico.
Attraverso il Metodo
delle
Attività Equestri Integrate, praticato nel Centro in cui
opera,
L'Auriga propone un modello di integrazione sociale basato sul
riconoscimento delle singole istanze e necessità, cui
rispondere
attraverso l'integrazione con cavalli e asini, in ambito
socio-sanitario e riabilitativo (ippoterapia, onoterapia), educativo e
ludico-sportivo-ricreativo. Rappresenta una realtà di
eccellenza
sia dal punto di vista professionale che tecnico organizzativo e
logistico”.
“L'équipe del Centro di Attività
Equestre Integrato
- conclude la lettera della Consulta - annovera medici, terapisti della
riabilitazione, educatori, istruttori e veterinari; la struttura
è accessibile e ben collegata con mezzi pubblici. I
risultati
raggiunti con metodi assolutamente
innovativi e da più parti testimoniati, rendono
opportuno e necessario il presente riconoscimento”.
C'è molto sostegno, dunque, intorno all'Auriga, e
non
è poco, pensando ad esempio a testimonianze sentite come
quella
pubblicata dal quotidiano romano Il Messaggero,
a firma di Irene Gironi Carnevale, la quale - preannunciando di volere
inviare quotidianamente il suo messaggio al Sindaco di Roma,
finché non otterrà una risposta (“come
cittadina ne
ho diritto”) - scrive tra l'altro: “Sono la mamma
di un
ragazzo autistico che da tre anni frequenta con ottimi risultati il
Centro di Attività Equestri Integrate L'Auriga. Il Centro si
trova in condizioni talmente difficili che sarà costretto a
chiudere. Se questo avvenisse per noi famiglie di ragazzi diversamente
abili, che da anni lavorano ottenendo risultati preziosi
con L'Auriga, sarebbe un dolore immenso e un grande problema
perché verrebbe vanificato l'impegno di anni di lavoro da
parte
dei nostri figli e dello staff del Centro, tutto personale qualificato
che in questi anni si è impegnato con affetto e grande
professionalità per migliorare la qualità di vita
dei
nostri figli. Come può immaginare non è semplice
trovare
percorsi di crescita per i nostri figli diversamente abili e la
realtà dell'Auriga è stato ed è per
noi un punto di
riferimento
prezioso. La prego, non ci abbandoni, non lasci che il Centro muoia
nell'indifferenza e nel silenzio delle Istituzioni. Noi genitori e il
personale del Centro cerchiamo da sempre di dare voce a chi non ha la
possibilità di far sentire la propria, lottiamo
quotidianamente
per cercare di dare ai nostri figli spazi
di ‘normalità’
che per la maggior parte delle persone sono scontati e automatici.
Faccia sentire ai nostri ragazzi il sostegno e la
solidarietà
del grande cuore di Roma”.
Non è poco, certo, poter contare su tali
attestazioni di
stima e solidarietà. Al momento, però, mancano
ancora -
purtroppo - le risposte concrete che consentirebbero di pensare a una
soluzione.
Ma attendiamo ancora e promettendo di continuare a seguire la vicenda,
ci auguriamo che anche questa nostra piccola testimonianza di
visibilità possa contribuire a qualche risultato positivo.
Il sito dell'Auriga Onlus, ove si può approfondire
tutta la vicenda, oltre che aderire alla petizione di sostegno,
è www.lauriga.it.
Per ulteriori informazioni: tel. 06 33612710, info@lauriga.it.
Fonte: Superando.it (Stefano Borgato), 30-12-10
