- 15.7.11
“Sono una persona. Sono una donna. È
stato facile per me arrivare dove sono arrivata, ma la forza
è stata la famiglia, gli amici veri, i colleghi di sempre.
Da sola sarebbe stato impossibile: neanche mi alzo dal letto, da
sola”. È iniziato così, con la
concretezza che contraddistingue Ileana Argentin, la presentazione del
suo nuovo libro Chissà cosa si prova a ballare - Gioie,
passioni e battaglie di una vita con handicap (Donzelli
Editore) nella cornice dell'Aranciera di San Sisto a Roma.
Ileana
Argentin ha raccolto intorno a sé gli amici di sempre, le
tante persone incontrate nel corso della sua attività
politica, colleghi di partito, per raccontare, in un libro semplice e
asciutto, la sua quotidianità, i suoi pensieri
più arditi, la relazione con la disabilità, il
rapporto con la Politica.
Deputata dal 2008 e componente della
Commissione Affari Sociali della Camera, Ileana Argentin è
stata per alcuni anni consigliere comunale a Roma, con delega alle
Politiche della Disabilità nella giunta Veltroni. Eletta
nell'Assemblea Costituente del Partito Democratico, fa parte del
Comitato che ne ha redatto il Manifesto dei Valori e ne è
responsabile nazionale per i diritti dei disabili.
Ha fatto parte anche
del Direttivo Nazionale della Fish (Federazione Italiana per il
Superamento Handicap) ed è presidente dell'Alm (Associazione
Laziale Motulesi).
“Chissà cosa si prova a ballare - ha spiegato
Ileana - non è solo il titolo del libro, ma anche un
interrogativo che mi accompagna da una vita”. La vita di una
giovane colpita da amiotrofia spinale e dunque da una grave forma di
disabilità, ma consapevole della sua ragion d'essere e in
prima linea sin da giovanissima nella lotta per l'abbattimento delle
barriere, in primis, culturali.
Il libro - che esce con una prefazione
di Fabrizio Frizzi - è un diario in cui Ileana racconta se
stessa: dai trascorsi adolescenziali alla scelta dell'effige di Che
Guevara e degli U2, dalla laurea conquistata a dispetto di una malattia
in stato continuo di avanzamento fino all'impegno nell'associazionismo
e al salto in politica.
Una quotidianità che da spazio anche
all'amore, alla sessualità, al desiderio di diventare madre.
Una quotidianità che non dimentica nemmeno i rancori della
politica, i suoi personaggi, i suoi momenti fatti di vittorie ma anche
di sconfitte. Una quotidianità in cui ci sono anche i cani e
la squadra di calcio della Capitale: la Roma. “Ma come si fa
a dire - si legge nel libro - Forza Lazio?”
Un percorso di
emozioni e di scoperte, passioni e lotte, delusioni e gioie, attraverso
i tanti volti di una persona che non vuole rinunciare a niente e che
svela ai lettori la sua pienezza di vita, in quanto donna, sorella,
figlia, zia, militante politica, amica, amante, tifosa. Un racconto
fatto di frammenti: il valore civile di una testimonianza, ovvero che
il primo vero handicap è la rinuncia ad una vita normale.
“Lo abbiamo voluto pubblicare - ha spiegato l'editore Carmine
Donzelli - perché questo libro è veramente un
libro. Per la costruzione narrativa. Per l'uso della lingua. Il gioco
della banalità è consapevole e preciso. La parola
chiave è l'handicap come limite: ostacolo, ma anche
supermento.
“Più che i problemi di Ileana - ha
concluso Donzelli - nel libro ci sono i problemi di noi normodotati
nell'approcciare all'handicap”.
“Sfumature della
sua vita professionale - ha aggiunto Fabrizio Frizzi - e sociale:
è un libro tenero, ma anche duro. Il confronto rende
più forti: non bisogna averne paura”.
“È il diario di una quattordicenne - ha aggiunto
l'amica e attrice Cinzia Leone - ovvero trasparente. Le ho detto che
era quasi banale. La sua risposta è stata che sì,
il libro è la banalità. Allora ho capito che
Ileana aveva banalizzato la disabilità e ho capito il
genio”.
“Pensavo di conoscerla - ha chiosato infine
Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma - prima di
leggere il libro: è molto di più. In alcuni
passaggi si ride di semplicità. È un diario che
racconta quotidianità, ma che interroga tutti noi. Il
sottotitolo parla chiaro. Ci sono passioni, politiche e calcistiche.
C'è faziosità, ci sono battaglie. Sulla
giustizia, sulla cittadinanza: è una durezza
giusta”.
Ricordiamo ai lettori che questo è il
secondo libro della Argentin, dopo l'uscita nel 2007 di Che bel viso...
peccato, definito a suo tempo “un piccolo coro perfettamente
intonato”.
Fonte: Superando, 4-7-11; Superabile, 5-7-11
