- 5.7.10
Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti
accusa le Regioni, addossando loro la responsabilità di aver
fatto esplodere la spesa per le pensioni di invalidità civile e
lo motiva – strumentalmente – con la cervellotica ed
indimostrata correlazione con la riforma del Titolo V della
Costituzione. In modo scriteriato le Regioni avrebbero
approfittato della redistribuzione delle competenze per far spendere
allo Stato una valanga di miliardi a favore dei “falsi
invalidi”.
Silenzio da parte delle Regioni: non osano, per ora, replicare che dal 2001 le loro competenze in materia di invalidità, con buona pace del federalismo, si siano ristrette (a favore di Inps) fino a diventare meramente ancillari di un procedimento imposto da Roma, anzi, proprio dal Ministero dell’Economia.
La prosa e gli eccessi del Ministro sono, ancora una volta,
funzionali a distrarre l’attenzione da altro. Nelle stesse ore la
Commissione Bilancio del Senato
sta approvando l’emendamento di Tremonti che, contro ogni
ragionevolezza, colpisce durissimamente le persone con
disabilità.
L’emendamento del Governo,
ancora sottovalutato da moltissimi analisti, crea una disparità,
di dubbia costituzionalità e di incerto buonsenso, fra gli
invalidi civili parziali: chi ha la “fortuna” di essere
affetto da una patologia singola per la quale è prevista una
invalidità del 75%, avrà l’assegno anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l’80%, non ha diritto a nulla.
Ma ancora più grave è la modificazione dei criteri per l’indennità di accompagnamento.
La nuova definizione medico-legale, particolarmente restrittiva,
consentirà l’accesso a quella provvidenza praticamente
solo alle persone in stato vegetativo, o poco più.
L’indennità sarà concessa solo a chi non è in grado di svolgere “il complesso degli atti elementari” della quotidianità: mangiare, bere, vestirsi, andare al bagno. Oppure a chi è immobilizzato.
Questo criterio crea una disperata schiera di nuovi esclusi:
persone con sindrome di Down, persone che deambulano a fatica e tra
mille difficoltà (amputati, poliomielitici), persone che
riescono a guidare con adattamenti, probabilmente persone che lavorano,
persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che magari non sanno
dove sono, chi sono, dove vanno.
A compensare queste “accettabili autonomie”, dice la
relazione all’emendamento, ci sono gli ausili e gli interventi
dei “servizi integrati, previsti pressoché ovunque da
norme attuative specifiche”.
“Si tratta della peggiore aggressione nella storia
repubblicana alle politiche sociali di inclusione delle persone con
disabilità – rimarca Pietro Barbieri, presidente della Fish – Siamo fuori da ogni garanzia costituzionale”.
“Non staremo a guardare – incalza Giovanni Pagano, presidente della Fand – Saremo in piazza il 7 luglio per far sentire ancora una volta la nostra voce.”
Ed è infatti confermata per il 7 luglio (in piazza Monte Citorio a Roma dalle ore 10)
la Manifestazione unitaria indetta da Fand e Fish - le due Federazioni
che raggruppano le maggiori e più significative associazioni
italiane di persone con disabilità e dei loro familiari.
Ricordiamo che una manifestazione il 1° luglio contro la manovra economica
era stata annullata dopo le rassicurazioni di esponenti governativi, e
già il 21 giugno le associazioni avevano manifestato per
chiedere al Governo l’approvazione dei Livelli Essenziali di
Assistenza e l’aggiornamento del Nomenclatore Tariffario.
FISH: Segreteria e sede operativa: via Gino Capponi 178 – 00179 Roma, tel. 06 78851262, fax 06 78140308, presidenza@fishonlus.it, www.superando.it.
FAND: Presidenza: via Maia 10 – 00175 Roma, tel e fax 06763035, fandpresidenzanaz@tiscali.it.
Fonte: Fish-Fand, 1.7.10
