- 3.9.09
L’attesa per l’approvazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e del nuovo Nomenclatore Tariffario
è ancora indefinita. Non c’è, ad oggi,
l’annuncio di alcuna data certa, anche se - in una recente
intervista - Pietro Barbieri, presidente della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), auspicava il Decreto entro la fine del 2009.
Ricordiamo che l’attuale Governo, un anno fa, aveva revocato quello approvato dal precedente Esecutivo (che però lo aveva emanato in extremis,
ad Esecutivo di fatto già caduto). Da allora è iniziata
l’attesa. Un'attesa logorante, tanto che la scorsa primavera la
stessa Fish si è vista costretta a diffondere un appello,
denunciando il rischio che i disaccordi tra Stato e Regioni su alcuni punti specifici sfociassero in un decreto monco di alcune parti.
In particolare, la gravità della denuncia era legata al fatto
che pareva probabile che la mancanza di accordo si concentrasse
“sui prezzi e le modalità erogative della parte
riguardante gli ausili e le protesi”. Il rischio denunciato era dunque che la parte dedicata all'assistenza protesica venisse estromessa.
Per capire l’enormità del danno, basta ricordare che
è dal 1999 che in Italia si attende che le innovazioni tecniche
e tecnologiche vengano riconosciute come erogabili da parte del Sistema Sanitario Nazionale.
E basta considerare quanto la tecnologia sia avanzata negli ultimi
dieci anni. Ma anche se alla fine il nuovo Nomenclatore
comprenderà, per la prima volta, gli ausili informatici ICT
(Information Communication Technology), evento la cui portata
sarà storica nel nostro Paese, potrebbero verificarsi altri
problemi. Infatti, nella parte della bozza del Decreto dedicata agli
ausili tecnologici ci sono dei punti delicati su cui si sofferma, con
un appello sottoscritto anche dalla Fish, il GLIC,
l’associazione che raccoglie i centri italiani di consulenza
sugli ausili elettronici e informatici per persone con
disabilità.
Rivolgendosi al Ministero del Welfare, alla Conferenza delle Regioni
e agli assessori regionali di Sanità e Politiche Sociali, il
Glic fa notare loro che nella bozza mancherebbero “adeguate
misure per garantire la qualità
del percorso prescrittivo dei nuovi ausili ICT”. Questo
significa, spiega l’associazione, che “la prescrizione di
ausili ICT rischierà di trasformarsi in un motore di spesa
protesica senza garanzie di appropriatezza e di qualità, con forti ricadute negative anche sugli utilizzatori finali e le loro famiglie”.
Ecco le considerazioni fondamentali proposte, sulla base del fatto
che il settore ICT è innovativo, specializzato e a rapidissima
evoluzione e perciò chiede procedure specifiche diverse da quelle convenzionali:
1) A differenza degli ausili tradizionali, quelli ICT sono per lo
più complessi, comprendenti non un solo prodotto ma più
dispositivi hardware e software organizzati in un sistema.
2) Gli ausili ICT vanno personalizzati
e per farlo occorrono competenze integrate tra i settori tecnologico e
riabilitativo, competenze non possedute dalla figure sanitarie che
attualmente sono incaricate di prescrivere gli ausili. Occorrerebbe
supportare il prescrittore con competenze specializzate,
oltre che individuarlo tra candidati con provata competenza ed
esperienza nel campo degli ausili tecnologici, riconoscendo in primo
luogo le figure già operanti sul territorio nazionale.
Si contesta in questo punto la soluzione messa a punto nella bozza, per
cui sarebbero riconosciuti consulenti un "tecnico abilitato
all’esercizio della professione o arte sanitaria ausiliaria" e un
"tecnico elettronico-informatico", ma entrambi sarebbero sprovvisti di preparazione,
l’uno per quanto riguarda la tecnologia, e l’altro per
quanto riguarda le applicazioni tecnologiche per la disabilità.
3) Per gli ausili ICT occorrono inoltre canali di fornitura ausili con competenze specifiche.
Il Glic segnala poi l’esistenza nel territorio italiano di numerosi Centri Ausili
specializzati nel settore delle tecnologie ICT situati
nell’ambito di strutture pubbliche (Asl) o private, per lo
più facenti capo al Glic stesso. Tali enti, privi di interessi
commerciali diretti, hanno sviluppato competenze multidisciplinari specificamente mirate a erogare proprio prescrizioni di ausili ICT a persone con disabilità.
In altri Stati europei, centri equivalenti sono “riconosciuti nei
percorsi di assistenza protesica” e, in Italia, “si sono
avviati percorsi stabili o sperimentali che vedono i Centri Ausili tecnologici nel ruolo di supporto al processo prescrittivi”.
Nell’appello, il Glic chiede dunque di considerare i Centri Ausili e di riconoscere alcune prestazioni erogabili dagli stessi a titolo di consulenza.
Tra gli enti membri del Glic c’è anche il Centro per l’Autonomia di Roma, che fornisce un servizio di consulenza sugli ausili ICT, e inoltre partecipa, ormai da oltre due anni, al progetto della Regione Lazio per l'erogazione di ausili per la comunicazione a persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Per informazioni: Glic c/o Ausilioteca Aias, tel. 051 6597711, glic@ausilioteca.org, www.centriausili.it.
Fonte: Superando.it, 24-8-09