- 12.2.10
È questo il tema scelto dal
quotidiano "Il Tempo" per un articolo pubblicato recentemente, e che ha
voluto dare risalto alle criticità legate al trattamento delle
persone che riportano un trauma spinale nel territorio laziale, anche
attraverso un confronto con il presidente dell'Ap, Vincenzo Falabella.
Il testo viene qui riportato così come pubblicato.
“I pazienti con lesioni al midollo spinale sono costretti ad emigrare
in altre regioni. Perché a Roma e nel Lazio non ci sono posti a
sufficienza”. Il presidente dell'Associazione Paraplegici di Roma
e del Lazio, Vincenzo Falabella, lancia l'allarme: all'Unità Spinale Unipolare del Cto ci sono solo 16 posti letto
disponibili (nel 2000 ne furono previsti 32) a fronte di almeno 100
nuovi casi annui. Pazienti che in media hanno bisogno almeno di sei mesi di cure.
Una recente stima dell'Agenzia di Sanità pubblica prevede
un'incidenza di 20 casi annui per ogni milione di abitanti. Un dato
che, secondo Falabella, “è sottostimato” dal momento
che la Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici ha contato almeno 80mila persone con lesioni al midollo spinale in tutta Italia.
E l'Unità Spinale Unipolare
di Roma non è un centro qualunque. È fondamentale per chi
necessita di un percorso riabilitativo, sia fisico che psicologico, dal
momento che è l'unico centro di riferimento non solo per il Lazio,
ma anche per tutto il Sud d'Italia. Ed è una delle poche
unità spinali a poter ricoverare pazienti che hanno bisogno di
una ventilazione meccanica.
È per questi motivi che i paraplegici sono in ansia e
chiedono di non dare seguito a un ulteriore taglio all'unità del
Cto come previsto inizialmente nel piano di riordino
della rete ospedaliera. Tanto più che l'ospedale della
Garbatella ha già perso il Dea di secondo livello che gli
consentiva risorse maggiori.
L'associazione dei paraplegici laziali chiede di spostare
l'Unità Spinale in un policlinico: “Solo così
è possibile garantire i livelli minimi essenziali di assistenza”,
dice Falabella. Questo tipo di pazienti, infatti, ha bisogno di cure
molto particolari: da 6 a 8 mesi per una lesione alta, da 4 a 6 per una
lesione bassa.
E il fatto che qualcuno scelga di emigrare ha comunque dei costi che
si ripercuotono sulle casse regionali. Falabella ricorda che “i
17 ricoveri fuori dalla regione di cittadini laziali nel 2004, pari a
1.600 giorni di degenza, sono costati 1.265.000 euro.
Gli 11 ricoveri del 2006, pari a 1.200 giorni, sono costati quasi 2
milioni. In pratica, il sistema sanitario regionale riuscirebbe
addirittura a risparmiare se nel Lazio ci fossero più posti”.
Poi c'è il nodo dei fondi fantasma. Falabella ricorda che “ci sono 1.300.000 euro destinati dallo Stato alla Regione un anno fa per l'Unità Spinale che non sono ancora stati utilizzati”.
Fonte: Faip, 10-12-09
