- 20.7.11
Sottoscritto un accordo di
collaborazione tra Faip e Azienda Ospedaliera Bambino Gesù
di Santa Marinella (Roma) nell’ambito del progetto di
neuroriabilitazione pediatrica del Laboratorio di Robotica e Analisi
del Movimento. Pubblichiamo il comunicato stampa con cui il Bambino
Gesù annuncia l'avvio del progetto scientifico finalizzato
alla sperimentazione di esoscheletri robotici per consentire la
deambulazione e l'autonomia di persone con paraplegia da lesione
spinale. Viva soddisfazione è stata espressa dalla Faip
mediante le parole del presidente Vincenzo Falabella
Ritornare a camminare dopo un incidente o una malattia: è questo l'obiettivo perseguito a Santa Marinella (Roma), dove l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
- punto di riferimento a livello internazionale per la cura e la
ricerca a favore di bambini e ragazzi - ha creato un vero e proprio
avamposto delle conoscenze scientifiche applicate alla neuroriabilitazione pediatrica.
Si tratta del Laboratorio di Robotica e Analisi del Movimento,
inaugurato nei giorni scorsi, un'intera palazzina sul mare, dove
medici, infermieri, tecnici, riabilitatori e ingegneri studiano e
definiscono strumenti, presidi e nuovi brevetti necessari a restituire
la possibilità di camminare a quanti avevano perso l'uso delle
gambe per una lesione del midollo spinale.
Particolarmente rilevanti in tal senso sono le innovazioni tecnologiche connesse allo sviluppo originale e all'impiego di sistemi robotizzati
per la valutazione e la rieducazione delle disabilità. Tale
attività - risultato della collaborazione del Bambino
Gesù con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aeronautica
dell'Università La Sapienza di Roma, il Massachusetts Institute of Technology di Boston (MIT) e anche, fatto assai significativo, una federazione di associazioni come la FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici)
- ha portato alla progettazione e alla realizzazione di sistemi
robotici per la riabilitazione delle disabilità motorie, che
sono stati introdotti nella pratica clinica con risultati
significativi.
Tra le attrezzature robotiche di ultima generazione - fondamentali
per la riabilitazione dei bambini con lesioni di natura neurologica -
particolare rilevanza riveste il ReWalk,
progettato da un ingegnere israeliano costretto all'immobilità
dagli esiti di un incidente e che sta trovando applicazione in
età pediatrica - per la prima volta al mondo - proprio al
Bambino Gesù.
ReWalk è infatti un leggero apparecchio di supporto completo,
caratterizzato da motori alle giunture, batterie ricaricabili, un
insieme di sensori e un sistema di controllo computerizzato. I pazienti
indossano un esoscheletro e uno zainetto e selezionano l'attività che desiderano mediante un dispositivo wireless (senza fili). Ad attivare l'esoscheletro è poi un sensore di inclinazione posto nella parte alta del torace.
La scelta della creazione di un laboratorio in grado di sviluppare prototipi basati sulle più avanzate conoscenze robotiche a
livello mondiale nasce dalla constatazione che - a differenza degli
adulti - non si tratta di far riacquistare al bambino la
mobilità di un arto o l'articolazione delle parole, ma di
insegnargli il corretto movimento dell'arto stesso per la prima volta in vita sua. In questo particolare e complesso percorso riabilitativo,
il contributo portato dalla robotica risulta di importanza centrale,
poiché permette innovative strategie di trattamento, un recupero
maggiore delle funzioni lese e di compensare i limiti imposti dalle
lesioni presenti.
Il nuovo laboratorio inaugurato a Santa Marinella arricchisce e completa i servizi offerti dal Dipartimento di Riabilitazione Pediatrica
del Bambino Gesù che, con seimila prestazioni di riabilitazione
in day hospital all'anno, circa quattrocento ricoveri ordinari e
sedicimila giornate di degenza, rappresenta senz'altro un punto di
riferimento nazionale (con oltre il 60% dei pazienti provenienti da
altre Regioni), in particolare per il Centro-Sud d'Italia.
“Mettere insieme conoscenze, esperienze e saperi diversi,
provenienti dai più avanzati centri di ricerca e di sviluppo di
nuove tecnologie a livello mondiale, come il Mit di Boston e Israele -
evidenzia Giuseppe Profiti,
presidente dell'Ospedale - rappresenta la vera sfida per il Bambino
Gesù, in particolare in un settore come quello della
neuroriabilitazione che incide profondamente sulla qualità della
vita di chi ha subito un danno neurologico grave, delle loro famiglie e
della società intera, se si prende in considerazione l'impatto
dei costi sociali delle disabilità
da lesione del midollo spinale. Malgrado i successi straordinari fin
qui raggiunti dalla tecnologia, il cammino è ancora lungo. Una
sottolineatura necessaria per incoraggiare la speranza senza cedere il
passo all'illusione che dispositivi come il ReWalk siano soluzioni
immediate e valide per tutti”.
“Il mondo della ricerca e tutte le sue implicazioni - afferma Vincenzo Falabella
presidente della Faip (e dell’Ap Roma e Lazio, NdR) - oltre a
generare un indubbio fascino, fa nascere perplessità, dubbi,
paure e speranze nelle persone con lesione al midollo spinale e nelle
loro famiglie, in una realtà scientifica nazionale ancora molto
‘povera’ su questo versante e purtroppo vittima a volte di inusitate speculazioni.
Abbiamo valutato positivamente la richiesta di collaborazione
dell'Ospedale Bambino Gesù perché riteniamo utile
rimarcare con forza la necessità di garantire un circuito
informativo corretto e non strumentale, rivolto a interessi che siamo
quelli di una ricerca seria e validata
fine a se stessa e che tenga in debita considerazione il miglioramento
sostanziale della qualità di vita delle persone con lesione al
midollo spinale e la condizione delle loro famiglie.
“In questa prospettiva, si tratta di collocare la ricerca con tutti i suoi processi e sviluppi, all'interno di protocolli definiti e personalizzati,
che non solo dovranno tenere conto delle possibilità, delle
aspettative e delle potenzialità di recupero della persona con
lesione al midollo spinale, ma altresì garantire e tutelare il
diritto alla salute delle persone stesse.
“In tal senso - conclude Falabella - questo progetto sperimentale
di Santa Marinella è qualcosa di sensazionale sia sotto
l'aspetto scientifico che sotto quello collaborativo e partecipativo
del mondo delle associazioni”.
“L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - spiega il direttore scientifico Bruno Dallapiccola
- ha avviato da anni un'attività scientifica innovativa
nell'ambito della neuroriabilitazione, in collaborazione con il
Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aeronautica della Sapienza di
Roma che, tra l'altro, utilizza piattaforme robotiche dedicate al
miglioramento dell'equilibrio e al trattamento dei deficit motori di
alcuni distretti corporei, indaga la plasticità neuronale dopo
il trattamento robotico, utilizzando il neuroimaging
(tecnologie di neuroimagine, in grado di misurare il metabolismo
cerebrale), sviluppa la teleriabilitazione e i primi prototipi di
esoscheletro di uso pediatrico, applicati alla neuroriabilitazione e
alla deambulazione. Un progetto di ampio respiro, in linea con la
missione del nostro Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico
(Irccs), finalizzato a perseguire l'eccellenza nell'assistenza e nella
ricerca”.
“La riabilitazione con dispositivi robotici - sostiene dal canto suo Enrico Castelli,
responsabile della Neuroriabilitazione Pediatrica al Bambino
Gesù - costituisce una nuova opportunità di trattamento
che, con un approccio simile a un videogame,
aumenta la motivazione al trattamento dei bambini e appare in grado di
attivare la plasticità cerebrale alla base del recupero
funzionale. Inoltre essa rappresenta un'esperienza di apprendimento
motorio altamente riproducibile e che si adatta ai progressi mostrati
dai bambini”.
“Il gruppo di ricerca multidisciplinare - conclude Paolo Cappa
del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aeronautica
dell'Università La Sapienza - ha progettato e realizzato
innovativi dispositivi robotici per
la riabilitazione dal 2000, anno di fondazione del Laboratorio di
Analisi del Movimento e Robotica della Sede di Palidoro. Il processo di
attuazione di questi dispositivi trova come elemento prioritario la
chiara identificazione delle necessità del paziente e
l'individuazione e rimozione dei possibili rischi per il paziente e gli
operatori”.
Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@faiponline.it.
Fonte: Faip, 19-7-11
