- 21.4.11
La Fish (Federazione italiana superamento handicap) aderisce alla mobilitazione nazionale – il 27 aprile, a Roma, Scalinata del Campidoglio, ore 10.30
- che vari soggetti stanno mettendo in piedi al fine di ripristinare il
Fondo per la Non Autosufficienza e per le Politiche Sociali.
Proprio nel momento in cui i cittadini dovrebbero poter contare sulle
istituzioni per superare le gravi difficoltà provocate dalla crisi economica, lo Stato batte in ritirata, lascia completamente sole le persone e le famiglie, con l'incredibile riduzione delle risorse
dei fondi nazionali per le politiche sociali: i finanziamenti passano
dai 2 miliardi 527 milioni del 2008 ai poco più di 545 milioni
previsti per il 2011. Una riduzione di quasi l'80%.
Complessivamente i tagli adottati rappresentano circa il 20% dei
servizi nel Nord Italia, il 30% nel Centro ed il 50% nel Sud. inoltre
la riduzione dei trasferimenti alle Regioni ed ai Comuni su altri
capitoli di bilancio inevitabilmente si traduce in un taglio alle
politiche sociali. Ai tagli nazionali si aggiungono quindi tagli locali.
Assistiamo così ad una contrazione pericolosa delle scarse risorse che vengono destinate al welfare socio-assistenziale,
quello che garantisce la de-istituzionalizzazione e la vita
indipendente. Risorse già scarse la cui riduzione mette a
rischio l’intero processo di inclusione sociale, facendoci
ripiombare nel buio della segregazione in istituto. Un ritorno a vecchi schemi che ricaccia la disabilità nel privato di ogni famiglia.
Siamo al collasso. Saranno le persone più a rischio di emarginazione a pagare queste sciagurate scelte politiche.
La spesa sociale pro-capite, che finanzia interventi di assistenza e
sostegno sociale, va dai circa 33 euro della Campania ai 344 euro della
Valle d’Aosta e continua ad essere molto più bassa nel
Sud, nonostante da otto anni il Mezzogiorno cresca meno del
Centro-Nord, con una povertà diffusa che coinvolge quasi il 23% delle famiglie.
Bisogna tornare a investire sulle politiche sociali
per raggiungere obiettivi di coesione e di inclusione sociale, di
sicurezza, salute, di promozione della legalità e della
qualità della vita dei cittadini.
Non vogliamo che il welfare si trasformi in pura carità o assistenzialismo.
Vogliamo un modello di welfare che risponda ai bisogni concreti delle persone e tuteli i diritti di cittadinanza come diritti costituzionali, in un rigoroso federalismo solidale.
Le politiche sociali non possono essere marginali: vogliamo un welfare
come volano dello sviluppo, che non può essere più
costruito su pratiche di delega degli interventi e dei servizi sociali
al Terzo settore, a costi ridotti. Un welfare che si basi invece
sull’integrazione dell’intervento fra il sistema pubblico e
le organizzazioni no profit, nel rispetto reciproco dei diversi ruoli,
nel riconoscimento della dignità del lavoro sociale.
Le organizzazioni promotrici della mobilitazione chiedono quindi al Governo:
• di rinunciare ai tagli alla spesa sociale, con il ripristino
delle risorse economiche del Fondo Nazionale e del Fondo per la non
autosufficienza;
• di definire i Livelli Essenziali di Assistenza;
• di introdurre misure di contrasto alla povertà.
Per garantire la qualità dei servizi, la dignità degli operatori sociali e i diritti di cittadinanza!
La prima iniziativa alla quale la Fish ha dato adesione è fissata appunto per il 27 aprile: a Roma (Scalinata del Campidoglio, ore 10.30), Napoli (Piazza Dante, ore 9,30) e Genova (Piazza De Ferrari, ore 10.30), con associazioni, cooperative e movimenti locali.
L’importanza di tali iniziative è sotto gli occhi di
tutti: l’assenza di una voce forte nel Paese spianerà la
strada alle politiche di taglio dei servizi. È l’ora della
mobilitazione.
Per maggiori informazioni:
- la rete Roma Soc!al Pr!de - http://romasocialpride.wordpress.com
- la campagna I Diritti alzano la voce - www.idirittialzanolavoce.org
- Info@gescosociale.it, cell. 3205698734
