di B.P. - 27.5.08
Pubblichiamo in questa pagina la presentazione di un interessante seminario che si terrà questa settimana a Genova e tratterà di riabilitazione. Il modo nel quale questa viene concepita, che poi è quello della Convenzione Onu sui Diritti delle persone con Disabilità, è lo stesso che il Centro per l'Autonomia mette in pratica da oltre dieci anni.
Venerdì 30 maggio (dalle ore 9 alle ore 13, a Genova, Auditorium di Palazzo Rosso, via Garibaldi 18) avrà luogo il seminario promosso dalla Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) dal titolo Servizi riabilitativi: percorsi e strumenti di abilitazione e capacitazione per le persone con disabilità, dedicato in particolare all'analisi dell'applicazione nel nostro Paese dell'art. 26 della Convenzione Onu sui Diritti delle persone con Disabilità in vigore dal 3 maggio 2008.
L'iniziativa rientra nel progetto Rete in Movimento che coinvolge
le associazioni aderenti alla Fish e gli enti locali in un confronto attivo
sul rapporto tra disabilità e diritti umani alla luce dei nuovi
principi introdotti dalla Convenzione, attraverso l'istituzione di laboratori
locali per l'analisi dei servizi esistenti e la definizione di ipotesi
per il miglioramento delle politiche sinora intraprese sulla disabilità.
"L'impostazione dell'articolo 26 della Convenzione - spiegano i rappresentanti
della Fish - stravolge il concetto di riabilitazione basata esclusivamente
su un modello medico della disabilità introducendo, oltre al recupero
funzionale massimo possibile, l'abilitazione quale paradigma delle politiche
di inclusione. Un cambio di prospettiva che richiederà necessariamente
una sostanziale revisione delle politiche sanitarie, educative e sociali
sviluppate nel corso degli anni in Italia in questo ambito. È forte difatti
il richiamo all'empowerment delle persone con disabilità contenuto
nell'art. 26 della Convenzione, dove si impegnano gli Stati Membro a prendere
"misure efficaci e appropriate, tra cui il sostegno tra pari, per permettere
alle persone con disabilità di ottenere e conservare la massima autonomia,
la piena abilità fisica, mentale, sociale e professionale, e di giungere
alla piena inclusione e partecipazione in tutti gli ambiti della vita"".
Il testo completo dell'articolo in analisi chiede agli Stati Parte di
raggiungere tali obiettivi organizzando, rafforzando e sviluppando "servizi
e programmi complessivi per l'abilitazione e la riabilitazione,
in particolare nei settori della sanità, dell'occupazione, dell'istruzione
e dei servizi sociali, in modo che questi servizi e programmi abbiano
inizio nelle fasi più precoci possibili e siano basati su una valutazione
multidisciplinare dei bisogni e delle abilità di ciascuno; facilitino
la partecipazione e l'integrazione nella comunità e in tutti gli
aspetti della società, siano volontariamente posti a disposizione delle
persone con disabilita nei luoghi più vicini possibili alle proprie comunità,
comprese le aree rurali".
Il testo dell'articolo si conclude stabilendo che gli Stati Parti promuovono
"lo sviluppo della formazione iniziale e permanente per i professionisti
e per il personale che lavora nei servizi di abilitazione e riabilitazione"
e "l'offerta, la conoscenza e l'utilizzo di tecnologie e strumenti
di sostegno, progettati e realizzati per le persone con disabilita,
che ne facilitino l'abilitazione e la riabilitazione".
Per informazioni: FISH, tel. 06 78851262, presidenza@fishonlus.it; Stefania Dondero, cell. 335 1901914.
